11 Febbraio 2003

Rc auto, il governo alle compagnie: stop agli aumenti




ROMA – Consumatori sul piede di guerra contro le compagne assicuratrici. I primi ricorsi alla Corte costituzionale al decreto frena rimborsi Rc auto sono stati sollevati ieri davanti ai giudici di pace come annunciato nei giorni scorsi dall?Intesa dei consumatori, uno dei due cartelli che riunisce le associazioni di difesa dei consumatori. Si tratta del primo atto di una battaglia che ha come controparte, oltre alle compagnie assicuratrici, anche il governo, accusato di aver varato il provvedimento al solo scopo di salvaguardare gli interessi delle società di assicurazione. «Il decreto Berlusconi-Castelli costituisce un precedente pericoloso, che se non bloccato avrà ripercussioni gravissime sugli interessi e i diritti dei cittadini», ha tuonato ieri l?Intesa, per la quale il provvedimento «ha un taglio politico ben preciso di tutelare i poteri forti contro i diritti dei consumatori».

A sostegno del provvedimento ieri sono intervenuti sia il ministro per le Attività produttive Antonio Marzano che il suo sottosegretario con delega al Commercio estero Adolfo Urso, limitandosi però entrambi a una pura difesa d?ufficio. «In un sistema di diritto come il nostro, ognuno fa i passi che ritiene avere diritto di fare», ha detto Marzano riferendosi ai ricorsi alla Corte costituzionale. Urso, invece, ha rivolto un invito alle compagnie perché «facciano a loro volta un?azione di grande responsabilità impegnandosi a non aumentare e dove è possibile a contenere le tariffe nel 2003». Rassicurazioni e inviti che non cambiano però l?iniziativa messa in campo dai consumatori e che, insieme ai ricorsi alla Consulta, punta direttamente alla modifica del decreto «salvacompagnie».

Per questo la coalizione dei consumatori – l?altro cartello di associazioni – si rivolgeranno ai presidenti di Camera e Senato nonché ai gruppi parlamentari per giungere a una sostanziale modifica del decreto. E questo – spiega il consorzio – perché il decreto non inficerebbe solo i rimborsi relativi alla Rc auto, ma rischia di mettere in pericolo tutte le future controversie tra i consumatori e le aziende fornitrici di servizi. «Fino a oggi – spiega infatti la Coalizione – il consumatore per contestare un disservizio regolato da un contratto (telefono, acqua, gas, luce, ecc.) poteva disporre di un accesso alla giustizia rapido e non costoso: il ricorso al giudice di pace». Una possibilità oggi negata dal governo. «Il decreto legge appena varato – prosegue infatti la Coalizione – eliminando il giudizio secondo equità, non permette più al consumatore di accedere in tal modo alla giustizia con una conseguenza pratica immediata: un aggravio dei costi anche per i contenziosi di modesta entità per i quali il consumatore si dovrà avvalere del supporto di un avvocato sostenerne le spese». Una procedura chiaramente scoraggiante.

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