Rc auto, pressing dei consumatori
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fonte:
- Il Tempo
La Cisl va all?attacco: il provvedimento favorisce le assicurazioni
L?Intesa chiede il ritiro del decreto che frena i ricorsi per i rimborsi. «È una legge truffa»
RESTA alta la protesta contro il decreto frena-ricorsi varato dal governo venerdì scorso. Ieri l?Intesa dei consumatori ha alzato il tiro prendendo di punta il ministro delle Attività Produttive Marzano al quale chiede di ritirare il provvedimento. In caso contrario l?associazione minaccia di chiamare a raccolta i consumatori con una serie di sit in da organizzare nei prossimi giorni.
La giustificazione del decreto fornita da Marzano non ha convinto l?Intesa. Secondo il ministro il provvedimento si è reso necessario per evitare che le compagnie mettessero di nuovo mano alle polizze con altri rincari per far fronte al forte esborso dei rimborsi. Tutto questo però per l?Intesa non è degno di «un ministro liberista» che «giustifica il colpo di spugna sanando l?illegalità con la scusa di ulteriori rincari».
Poi l?associazione dei consumatori ricorda l?entità del «maltolto» fatto dalle assicurazioni pari a 7.000 miliardi di vecchie lire tra il ?95 e il 2000. Contro i rincari, ribadisce l?Intesa, l?Antitrust, il Tar, il Consiglio di Stato e la Suprema Corte di Cassazione avevano stabilito il principio della risarcibilità davanti ai giudici di pace.
L?Intesa annuncia quindi che «darà filo da torcere ad un governo che toglie ai poveri per dare ai ricchi, organizzando milioni di consumatori, scippati dei loro diritti acquisiti».
E contro il decreto scendono in campo anche i sindacati confederali. Un no secco al provvedimento viene dalla Cisl. «Non è a favore degli interessi dei cittadini ma di quelli delle imprese, che fanno cartello da molti anni» afferma il segretario confederale della Cisl, Raffaele Bonanni.
«In questo modo – ha spiegato – si toglie ai giudici di pace la possibilità di fare giustizia e di farla rapidamente. Così i cittadini perdono, nei fatti, la possibilità di essere rimborsati».
Secondo Bonanni, infatti, l`affidamento al giudice ordinario della questione rallenta la giustizia e di fatto si dimostra «non un provvedimento liberale ma uno che premia le lobby. Si tratta di un altro colpo alla politica dei redditi – ha concluso – perchè le assicurazioni da tempo, indisturbate, fanno aumenti sempre più vistosi. Penso che le forze sociali e quelle di opposizione debbano far sentire la loro voce».
La questione dei rimborsi non si esaurisce qui. La prossima settimana sarà chiamata a esprimersi la Corte Costituzionale. L?Intesa ha detto che farà ricorso alla Consulta sollevando il problema di costituzionalità del decreto.
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