Rc auto, consumatori contro il decreto del governo
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fonte:
- L`Eco di Bergamo
L`Intesa: ci appelleremo alla Corte Costituzionale. Marzano: vi abbiamo salvato da altri aumenti
ROMA Nell`aspra contesa tra consumatori e compagnie di assicurazione sull`Rc auto, entra in gioco anche la Corte Costituzionale, che sarà chiamata a pronunciarsi sul decreto «frena-ricorsi» varato venerdì dal governo. Con la nuova norma, la richiesta dell`assicurato verrà esaminata dai giudici di pace, ma per le cifre sopra i 1.100 euro e per i «contratti di massa» (quelli cui si aderisce firmando formulari standard), la sentenza (altrimenti inappellabile) sarà invece appellabile sino alla Cassazione.
L`INTESA VA ALLA GUERRA – Secondo l`Intesa dei consumatori (che riunisce Adoc, Adusbef, Codacons e Federconsumatori), il decreto è incostituzionale perché la nuova norma, «nel sottrarre il principio di equità ai ricorsi sulla Rc auto, modifica le regole del gioco per favorire gli interessi delle compagnie contro i diritti dei consumatori».
L`Intesa, inoltre, rivolge un appello ai parlamentari di maggioranza e opposizione perché non votino «una legge iniqua che fa strame dei diritti, non solo perché è fondamentalmente ingiusta», ma anche perché l`associazione promette di segnalare agli elettori e ai loro collegi elettorali «l`elenco dei deputati e senatori che dovessero permetterne l`approvazione».
Ma accanto alla battaglia in tribunale e a quella in Parlamento, l`Intesa promette di portare avanti anche la protesta nelle piazze, per mantenere viva la mobilitazione dei cittadini «doppiamente scippati, prima con aumenti ingiustificati del 94% negli ultimi sei anni, a fronte di una inflazione del 14,5%, e successivamente beffati e scippati dei loro diritti da una “legge truffa consumatori“».
PROTESTANO TUTTI – Non c`è solo l`Intesa, tuttavia, a tuonare contro il decreto frena-ricorsi. «Per fermare un rimborso – afferma Paolo Landi dell`Adiconsum – il governo ha decapitato l`accesso alla giustizia per tutto il settore del consumo». In pratica, continua, «viene eliminato il giudizio di equità per tutti i contratti di massa o di adesione. Si è quindi decapitato un diritto importante per i consumatori. Questo significa che per chiedere o contestare una bolletta o un servizio per l`acqua, il gas, la luce, l`assicurazione, il telefono, in futuro il consumatore dovrà rivolgersi all`avvocato, anche per contenziosi da pochi euro».
IL GOVERNO SI DIFENDE – Niente di tutto questo, secondo il ministro delle Attività produttive Antonio Marzano, che difende il decreto frena-ricorsi affermando che senza di esso le domande di risarcimento sarebbero state una sorta di boomerang per gli stessi consumatori: «Se fossero partite tutte le richieste di rimborso – ha sottolineato il ministro – le compagnie avrebbero dovuto pagare cifre tali che si sarebbero rivalse aumentando i premi sulle assicurazioni». Ma il decreto non è l`unica arma che il governo mette in campo per bloccare ulteriori aumenti dei premi: il comitato di controllo sarà l`avamposto dell`esecutivo contro i rincari. Quando si verificheranno «aumenti dei premi assicurativi al di sopra di una certa media – ha promesso Marzano – saranno chiamate le compagnie che applicano questi aumenti e gli si chiederà perché: se non ci sono motivi i seri le compagnie dovranno fare un passo indietro».
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