8 Febbraio 2003

Blitz del governo sulle tariffe Rc auto

Fissato a 1100 euro il limite massimo per le decisioni del giudice di pace. Ma in Parlamento si preannuncia battaglia

Blitz del governo sulle tariffe Rc auto

Più complicati e lunghi i ricorsi. I consumatori: «È un decreto salva-compagnie»




MILANO – Da ieri è più difficile per i consumatori esperire i ricorsi per ottenere la restituzione di una quota della rc auto. Il governo ha approvato un decreto che fissa a 1.100 euro il limite sotto il quale il giudice di pace competente decide secondo equità. Un tipo di decisione che è esclusa per i contratti di massa sottoscritti sui formulari, come sono appunto quelli delle assicurazioni. Tali sentenze sono inoltre difficilmente impugnabili davanti alla Cassazione. La reazione al provvedimento da parte delle associazioni dei consumatori non si è fatta attendere ed è stata molto veemente. «Il ministro Marzano – ha affermato Gustavo Trincia, portavoce della Coalizione dei consumatori – aveva detto che si sarebbe presentato come terzo nel confronto tra Ania e Associazioni dei consumatori. In realtà si dimostra che quel tentativo è stato solo un`operazione di facciata perchè il governo con questo decreto ha dimostrato di essere schierato dalla parte delle compagnie». L`Intesa dei consumatori ha ribadito il boicottaggio delle compagnie assicurative condannate dall`Antitrust con la sentenza del giugno del 2000.
Ma tradotto in parole semplici, quale sarà la conseguenza più dannosa per gli assicurati? In pratica i ricorsi presentati rischiano con il provvedimento governativo di diventare più complicati e costosi.
L`eventuale richiesta di appello davanti alla Cassazione richiederà tempi più lunghi e, soprattuto, i consumatori dovranno sostenere gli elevati costi dei legali abilitati solo per le cause dinanzi alla Suprema Corte. Il ministro delle Attività produttive ha cercato di difendere il decreto, spiegando che in questo modo si eviterà che «controversie su contratti assolutamente identici diano luogo a pronunce difformi».
Ma l`Intesa dei consumatori non vuole sentire ragioni.
Anzi, l`associazione minaccia che se il decreto dovesse essere trasformato in legge saranno resi noti i nomi dei deputati e dei senatori che «l`hanno votato a danno dei consumatori». L`Intesa non esclude anche di arrivare a misure estreme, come le manifestazioni di piazza e il ricorso alla Corte Costituzionale.
Un plauso al provvedimento governativo è giunto dall`Ugl. La sigla sindacale aveva richiesto proprio un decreto ministeriale per arginare la valanga di ricorsi che avrebbero paralizzato la giustizia. I Ds, per bocca dei senatori Loris Macconi e Franco Chiusoli, hanno invece stigmatizzato la decisione del governo. «Il governo ha scelto il modo peggiore per intervenire nella vicenda del contenzioso sulle assicurazioni delle auto», hanno detto i due esponenti della Quercia. Intanto parlamentari hanno già dato vita a un Comitato di difesa dei consumatori. Prime adesioni, bipartisan, Giorgio Bonacin (An) che ne è il promotore e Graziano Mazzarello (Ds).

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