5 Febbraio 2003

ANTITRUST: TESAURO INSISTE

ANTITRUST: TESAURO INSISTE

«Rc auto, le imprese
hanno fatto cartello»


Rc auto, per il garante Antitrust Giuseppe Tesauro non c?è alcun dubbio: le compagnie assicuratrici hanno fatto cartello, «e sorrido quando dicono di non averlo fatto». Tesauro ribadisce la motivazioni che hanno portato alla multa da 700 miliardi nel 2000, sottolineando che «un cartello non si fa per abbassare le tariffe».
Gli risponde il ministro alle Attività produttive, Antonio Marzano, che è di altro avviso. Se la situazione è divenuta esplosiva, se i ricorsi per ottenere i rimborsi da rincari per ?cartello? viaggiano verso quota 18 milioni, non si può imputare tutto alle imprese. Di qui la minaccia, nemmeno tanto larvata, di spostare le competenze sui ricorsi al tribunale ordinario con un decreto legislativo: il Governo – aggiunge – «vedrà cosa fare».
Ma torniamo a Tesauro. Che, prima di tutto, esprime perplessità sul decreto ipotizzato da Marzano: «Mi sembra strano». E poi torna alla sentenza del 2000. Quella sanzionata era «tecnicamente un?intesa tra le compagnie di assicurazione, volta allo scambio di informazioni sensibili riguardanti le tariffe. Non sono state sanzionate le tariffe in quanto tali ma il rischio potenziale che un?intesa, come qualsiasi intesa o cartello, porta a certi risultati. Ora, la decisione è nelle mani della magistratura, che se ne occupa e ne trarrà le conseguenze. Non era compito nostro».
Tesauro parla nel corso di un?audizione alla Camera, Marzano lo fa da Abu Dhabi. Non nasconde che l?ipotesi di passare le competenza dal giudice di pace al tribunale ordinario, fa parte di una «riflessione che si può fare». Bisogna allora che ciascuno faccia la sua parte: i consumatori «avrebbero tutto da perdere se si riversassero sulle compagnie assicurative costi che queste poi trasferirebbero sulle tariffe; le compagnie assicurative siano moderate, non conviene essere impopolari».
Plaudono, naturalmente, al garante Antitrust i consumatori: «Dopo le sue dichiarazioni, sarà ancora più difficile continuare a sostenere le strambe teorie giuridiche secondo le quali le compagnie sono state condannate per intese e non per cartello», sottolinea Intesa consumatori (Codacons, Adusbef, Federconsumatori e Adoc). Bocciano, invece, Marzano: «Stia attento a fare provvedimenti salva-compagnie, perchè l?impopolarità e la contestazione civile ed ordinata dei cittadini si rivolterà contro il governo».

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