5 Febbraio 2003

Inflazione al 2,7%? E` carnevale…

La conferma è arrivata ieri dall`Istat dove le prime rilevazioni delle città campione: a gennaio l`inflazione è risultata pari a + 0,3\% rispetto al mese di dicembre ed a + 2,7\% (2,8\% a dicembre) nei confronti dello stesso mese del 2002 mentre in Europa viaggiava al + 2,1\%. Il tutto mentre scatta l`allarme luce: l`aumento dei prezzi del petrolio potrebbe comportare rincari in aprile del 3\%.

Sulla base della stima provvisoria dell`Istat, l`indice armonizzato con i parametri europei a gennaio ha comunque registrato una variazione nulla rispetto al mese precedente ed un + 3,1\% nei confronti dello stesso mese del 2002. L`indice armonizzato viene calcolato considerando anche i prezzi che presentano riduzioni temporanee (sconti, saldi, ecc.) con una dinamica congiunturale che può risultate differente da quella dell`indice nazionale dei prezzi al consumo. In particolare, spiega l`istituto di statistica, le differenze tra le variazioni congiunturali dei due indici, risultano più ampie nei mesi in cui si concentrano le vendite promozionali ed i saldi di fine stagione e nei mesi immediatamente successivi.

I dati provvisori diffusi ieri in ogni caso rappresentano un panel del 53\% delle città e del 68\% dei consumi delle loro popolazioni e sono stati misurati con il nuovo paniere. I dati definitivi saranno diffusi il prossimo 18 febbraio. Se sarà confermata la stima odierna, l`inflazione sarà tornata agli stessi livelli di ottobre 2002.

Un`analisi della società di consulenza bolognese Econometrica sottolinea che i dati diffusi Istat confermano un quadro sostanzialmente debole dell`economia italiana, anche se non mancano elementi positivi. Tuttavia, ciò non esclude la possibilità che «un impulso alla ripresa venga dalla Finanziaria approvata a fine dicembre, a cui si aggiungono la buona tenuta dell`occupazione e i primi segnali di recupero dell`attività produttiva». In particolare, per Econometrica, un impulso potrebbe venire dalla riduzione della pressione fiscale su famiglie e imprese disposta con la legge finanziaria. Il provvedimento «determinerà un incremento del reddito disponibile che dovrebbe alimentare una ripresa di consumi e investimenti». Il pericolo contro tali aspettative deriva dalle incertezze che gravano all`orizzonte, anche per la prospettiva di guerra e per le previsioni sulla durata del possibile conflitto.

Ma sull`inflazione misurata dall`Istat si sono già scagliate le associazioni dei consumatori: potrebbe essere «uno scherzo di Carnevale, ma quando si parla di prezzi, il detto “a Carnevale ogni scherzo vale“ ai consumatori non piace proprio» ha commentato con sarcasmo l`Intesa dei consumatori (Adoc, Adusbef, Codacons e Federconsumatori). Si tratta di una cifra «irreale, lontana dalla realtà degli acquisti degli italiani», affermano le associazioni in una nota, frutto di un paniere «addomesticato», in cui Rc auto, banche e poste «non trovano il giusto peso, contribuendo a tenere artatamente basso il livello di inflazione». Il 2,7\% misurato dall`Istat, continua l`Intesa, è anche in contrasto con l`indice armonizzato europeo, che segna + 3,1\%. Critica anche l`Ugl che frena sui facili entusiasmi, «È presto per dire che siamo in presenza di una consistente inversione di tendenza. Prima di rallegrarci per il calo dell`inflazione occorrerà aspettare i dati definitivi, anche per valutare l`incidenza che hanno avuto gli aumenti regionali di alcune tariffe».

E a proposito di tariffe, il caro petrolio incombe anche sulle tariffe elettriche che già dal prossimo aggiornamento, ad aprile, potrebbero registrare un nuovo rincaro di circa il 3\% in media nazionale.

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