4 Febbraio 2003

Galli: «Rc auto, il caro-polizze

Galli: «Rc auto, il caro-polizze


Ieri la protesta sui rimborsi, i consumatori hanno «invaso» la sede dell?associazione delle compagnie



ROMA – «I prezzi delle polizze Rc auto dipendono dall?eccezionale aumento del costo dei risarcimenti. E? dimostrato: basta guardare i dati». Esordisce così, nello stile assertivo e asciutto che lo ha contraddistinto nei sette anni passati in Confindustria, il nuovo direttore generale dell?Ania (associazione delle compagnie) Giampaolo Galli, fresco di nomina. L?ex capoeconomista di viale Astronomia, dati alla mano, promette di dare battaglia a quell?Intesa dei consumatori che ieri, durante la manifestazione di protesta sui rimborsi Rc auto, ha pacificamente invaso la sede dell?Ania. Intanto i sindacati Fiba-Cils, Fna, Snfia, Uilca- Uil auspicano un intervento del governo in modo da salvaguardare sia il diritto degli assicurati a rivolgersi alla magistratura competente, sia il sistema assicurativo nel suo complesso. Inoltre all?esecutivo viene chiesto di recuperare i 700 miliardi di lire di multa, già pagati dalle compagnie, destinandoli alla prevenzione degli incidenti stradali.
Ottimista il nuovo direttore generale dell?Ania, che ritiene «possibile trovare un terreno di incontro con le associazioni e con la politica: a cominciare dal tema degli incidenti stradali e da quello delle frodi». Del resto, da capoeconomista di Confindustria, Galli ha dovuto costantemente curare un confronto complesso come quello fra le proprie previsioni economiche e quelle della politica. «Avere come “azionisti“ degli imprenditori con i loro budget – ammette – significa fornire loro punti di riferimento precisi. Forzare le previsioni non è possibile: chi lo fa paga». Ma in alcuni casi le stime di Confindustria e dell?attuale governo non hanno coinciso: «Le divergenze ci sono state sin dall?inizio. Ma con il passare del tempo si sono attenuate: il governo si è portato su previsioni più simili alle nostre. Del resto, il governo ha molti più vincoli: per esempio, non può cambiare previsioni mentre è in discussione la Finanziaria».
Galli lascia Confindustria con il «caloroso apprezzamento» del presidente Antonio D?Amato. A chi gli succederà dà solo un consiglio: «Lavorare seriamente senza lasciarsi influenzare. Sono passato dalla Banca d?Italia a Confindustria credendo nell?autonomia di quest?ultima. Credo che sia un bene prezioso da salvaguardare».

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