4 Febbraio 2003

Governo nel mirino dei sindacati: deve intervenire



Giocano duro le associazioni dei consumatori contro le compagnie assicuratrici. Al punto di ?espugnare? ieri (complice un varco non presidiato dai servizi di sicurezza) la sede dell?Ania a Roma. «Nessun assalto, per carità», sminuiscono all?associazione delle imprese assicuratrici: «Ci siamo limitati a prendere un caffè insieme». Ma i consumatori non sono dello stesso avviso: le compagnie «usciranno a pezzi» dalla guerra sui ricorsi contro i rincari delle tariffe condannati dall?Antitrust per cartello. E la loro «chiusura ed arroganza» porterà, secondo i presidenti delle quattro organizzazioni che danno vita a Intesa (Carlo Pileri di Adoc, Elio Lannutti di Adusbef, Carlo Rienzi di Codacons e Rosario Trefiletti di Federconsumatori), ad un allargamento della protesta a tutta l?Italia: «Noi abbiamo ribadito il diritto al risarcimento – sottolinea Lannutti -, Ania ha reiterato la sua totale indisponibilità a risarcire gli automobilisti. Se loro ci tengono ai loro clienti ne usciranno, ma ne usciranno a pezzi».
Non basta. Rincara la dose Coalizione dei consumatori. L?altra federazione di associazioni passa a una sorta di disubbedienza civile: boicottare le 17 compagnie «cattive» sanzionate dall`Antitrust e confermate dal Consiglio di Stato. Con un no secco «ad ogni leggina salva compagnie» varata dal governo. Gli assicurati, informano le associazioni di Coalizione, «verranno invitati a non sottoscrivere nuovi contratti assicurativi di tutti i tipi con le 17 compagnie e con quelle da esse controllate, rivolgendosi invece alle altre compagnie assicurative che non sono incorse nelle sanzioni dell?Antitrust».
Muro contro muro, comunque con una novità di non poco conto. Nel giorno dell??assalto? alla sede di Roma, Ania decide di mandare a casa Mario Orio, direttore generale dell?era Desiata, e di sostituirlo con un uomo Confindustria, il capo dell?ufficio studi dell?associazione guidata da Antonio D?Amato, Giampaolo Galli. Che non perde tempo a entrare nel vivo della polemica: «Nel settore Rc auto credo sia interesse di tutti contrastare le cause di fondo dell?incremento di prezzo delle polizze che, con tutta evidenza, sono rappresentate dall?eccezionale aumento dei costi dei risarcimenti a carico delle compagnie». La risposta ufficiale delle imprese ai consumatori resta, però, quella data la settimana scorsa davanti al ministro Marzano: non esiste diritto ai rimborsi perché il cartello sui prezzi non c?è mai stato.
Governo nel mirino anche per sindacati e opposizione. Per Fiba, Fna, Snfia, Uilca, l?esecutivo deve intervenire «per salvaguardare sia il diritto degli assicurati a rivolgersi alla magistratura competente, sia il sistema assicurativo nel suo complesso». I sindacati chiedono al governo di destinare i 700 miliardi di lire già pagati dalle imprese sanzionate dall?Antitrust alla prevenzione degli incidenti stradali, che «oltre a rappresentare un costo sociale altissimo costituiscono la causa principale dell?aumento delle tariffe». All?Isvap chiedono invece di rivestire un ruolo più incisivo ed efficace, e all?Ania di garantire una maggiore stabilità nel tempo dei livelli delle tariffe.

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