Rc-auto, in vista il boicottaggio dei consumatori
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fonte:
- Gazzetta di Parma
ROMA – Sale la tensione tra le organizzazioni dei consumatori e l`Ania sulla vicenda dei rimborsi Rc-auto. L`Intesa dei consumatori è ieri passata dalle parole ai fatti presentandosi sotto la sede dell`Ania per invitare i cittadini a presentare ricorso contro le compagnie multate dall`Antitrust e facendo irruzione pacificamente negli uffici dell`associazione per chiedere un confronto. Ma la risposta delle compagnie è stata la stessa data quattro giorni fa davanti al ministro Marzano: non esiste alcun diritto ai rimborsi perché il cartello sui prezzi non c`è mai stato.
Nessuno dei contendenti ha insomma mostrato di voler cedere e nessun passo avanti è stato fatto rispetto al fallimento della mediazione tentata dal governo il 30 gennaio. I consumatori non sono arretrati dalle loro posizioni e hanno anzi annunciato che se le compagnie d`assicurazioni continueranno a dire il loro «arrogante» no ai rimborsi, «usciranno a pezzi» dalla battaglia con le associazioni. Secondo le associazioni dell`Intesa (Adoc, Adusbef, Codacons e Federconsumatori), che anche ieri hanno distribuito i moduli per ottenere il rimborso del 20% delle polizze ai cittadini che passavano sotto la sede romana dell`Ania, i ricorsi potrebbero essere oltre 18 milioni.
I sindacati di categoria intanto del settore assicurativo (Fiba/Cisl, Fna, Snfia, Uilca/Uil) chiedono al governo di intervenire nella vertenza sull`Rc auto «per salvaguardare sia il diritto degli assicurati a rivolgersi alla magistratura competente, sia il sistema assicurativo nel suo complesso». Secondo i sindacati «devono essere evitati sviluppi traumatici», che causerebbero danni all`intera collettività.
Ma l`Ania non ci sta. «I consumatori muovono dall`assunto che il diritto al rimborso ci sia. Noi riteniamo che questo diritto non sia stato provato – ha spiegato il direttore Marco Fusciani dopo il breve incontro improvvisato con i rappresentanti dei consumatori – Le sentenze dell`Antitrust prima e del Consiglio di Stato poi non hanno denunciato un cartello sui prezzi, ma uno scambio di informazioni che è stato sanzionato e per il quale è stata poi pagata una multa. Quindi il discorso ora è chiuso». L`Ania ammette di essere preoccupata per la campagna intrapresa dalle associazioni dei consumatori, ma più che le spese legali a preoccupare sono «i danni di immagine» che già ne sono derivati e che rendono ora difficile ricucire i rapporti con gli assicurati.
Secondo l`Adoc il nodo potrebbe essere sciolto solo da un intervento diretto del governo, auspicato anche dai sindacati di categoria (Fiba/Cisl, Fna, Snfia, Uilca/Uil). Il proliferare dei ricorsi, spiegano i sindacati, potrebbe infatti danneggiare gli stessi ricorrenti, impegnandoli in un percorso giudiziario lungo e costoso, e determinare l`immediato innalzamento delle tariffe.
Per ora l`unica ipotesi allo studio dell`esecutivo sembra però quella di spostare la questione dei rimborsi dai giudici di pace ai giudici ordinari. La modesta entità dei rimborsi ha infatti spinto la Cassazione ad attribuire la competenza ai giudici di pace, ma il moltiplicarsi per milioni dei casi di ricorso potrebbe creare intoppi ed effetti non previsti. Il provvedimento è stato però già bocciato dall`Intesa e dalla Coalizione dei consumatori che, trovando appoggio nei Verdi, l`ha definito una «leggina salva compagnie». La proposta della Coalizione è dunque quella di boicottare le «cattive compagnie» multate dall`Antitrust, rivolgendosi ad altre società di assicurazione.
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