Piovono i ricorsi del Codacons sui centri commerciali
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fonte:
- Il Resto del Carlino
Piovono i ricorsi del Codacons sui centri commerciali in fase di realizzazione nella regione. Le contestazioni riguardano il mancato rispetto dei parametri urbanistici e delle norme di programmazione territoriale in materia, che solo nel novembre scorso sono state varate dalla Regione. Ma l`assessore al commercio Marcello Secchiaroli non ci sta a essere definito ?personaggio meno?. «La Regione ha approvato la legge sulle grandi aree commerciali. Se ci sono Comuni che non la rispettano, se ne assumeranno la responsabilità e ne pagheranno le conseguenze».
Le Marche hanno un rapporto tra i più elevati in Italia tra superficie e aree commerciali: ci sono nove grandi strutture, e altrettanti accorpamenti di centri più piccoli. C`era bisogno di una programmazione attenta e tempestiva. «Ed è stata fatta, con i tempi necessari: il testo della legge prima è passato per le commissioni consiliari, poi è stato approvato dal Consiglio, e a novembre la nuova disciplina è entrata in vigore. L`unica contestazione che ci muove il Governo riguarda la mancata previsione di un termine entro il quale la programmazione territoriale delle Province si deve adeguare alle nuove prescrizioni. Ma stiamo colmando questa lacuna con una modifica al testo: in questo momento stiamo valutando se dare alle amministrazioni provinciali uno o due anni di tempo».
Intanto nuovi centri stanno sorgendo dovunque, con minori controlli in termini di ubicazione, di parcheggi, di impatto sulla viabilità, di dimensioni. «Le aree che sono state autorizzate sono quelle che, al momento di passaggio tra la vecchia e la nuova disciplina, erano già state esaminate dalla conferenza dei servizi. Comunque ci sono stati casi di richieste non accolte perché prive anche dei requisiti previsti dalle precedenti disposizioni. Altre volte, penso a Camerano, credo siano andati avanti per conto proprio, senza interpellare la Regione, e noi abbiamo già contestato la procedura».
E in attesa della modifica del testo regionale, come saranno trattate le nuove richieste? «Sono tutte bloccate, per garantire che siano inserite nei Piani di coordinamento delle Province. Per altro, resta aperto un altro problema per le zone di confine, dove ad esempio sono in discussione gli orari. Si tratta di una partita ancora da giocare, nella quale sono coinvolti tanti soggetti, tra cui i Comuni, i sindacati e i consumatori, che dovranno trovare un accordo».
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