1 Febbraio 2003

BRACCIO DI FERRO CON GLI ASSICURATORI

BRACCIO DI FERRO CON GLI ASSICURATORI


Mentre proseguono gli aumenti delle polizze, con gli automobilisti napoletani virtuosi sempre più inviperiti per quei rincari legati esclusivamente al rischio di truffe e sinistri che si perpetrano sul territorio, il sottosegretario alle Attività produttive, Mario Valducci, pensa di legare l`assicurazione Rc Auto alle patenti, alle persone, e non più all`autovettura, con l?intento di trovare una nuova soluzione al problema del caro tariffe.
Secondo Valducci, il settore necessita di una riforma «che consenta maggiore trasparenza del mercato e del rapporto con gli assicurati e che distingua quindi gli assicurati virtuosi dagli altri».
La proposta è stata accolta favorevolmente dal presidente dell`Adusbef, Elio Lannutti, mentre «sarà presa in considerazione» dall`Ania. Per Giustino Trincia, di Cittadinanzattiva, invece, legare l`assicurazione auto alle persone potrebbe comportare un aumento dei costi per la famiglia, dove spesso una sola auto viene utilizzata da più persone, che dovrebbero quindi sottoscrivere più polizze. Insomma, un rebus che per il momento ingarbuglia la matassa, anziché cercare di dipanarla.
Intanto, l`Intesa dei consumatori annuncia per lunedì 3 febbraio manifestazioni a Roma e Milano sulla vicenda dei rimborsi Rc auto. E diffida il governo «a cambiare le regole del gioco a partita già iniziata con una leggina salva-assicurazioni».
«Le competenze sono dei giudici di pace per tali controversie – si legge in una nota di Adusbef, Adoc, Codacons e Federconsumatori – non dei tribunali, come già scritto dall`ordinamento e confermato dall`ultima, limpida sentenza della Cassazione. Rammenti il governo – prosegue – quel precedente tentativo di una legge salva-banche che dopo quella iniqua e ingiustificata leggina fu dichiarata illegittima dalla Corte Costituzionale. Ed in ballo vi erano interessi di 3 milioni di cittadini, vittime dell`anatocismo bancario, non già 30 milioni di assicurati impoveriti da mezzo secolo di vessazioni e malefatte assicurative».
L`Intesa annuncia così che «è uscita una clamorosa sentenza contro Sara Assicurazioni, che era tra le 22 compagnie graziate dal Consiglio di Stato» che obbliga la compagnia a corrispondere ad un assicurato «613 euro per il recupero parziale (20%) dei premi pagati nel periodo 1995-2001 oltre a 632 euro per spese e competenze di giudizio anticipate». Una sentenza innovativa – spiega l?Intesa – poichè ritiene sufficiente l`infrazione (anche se non grave) a far scattare la violazione dei diritti dei consumatori e l`obbligo di risarcimento «ritenendo che il cartello costituisca una violazione che va punita indipendentemente dal grado di colpa di ogni compagnia». La Sara pur tra le 39 compagnie a cui l`Antitrust aveva comminato una multa per l`esistenza di un cartello nella fissazione dei prezzi, confermata dal Tar del Lazio, è rientrata tra le 22 società di assicurazioni «graziate» dal Consiglio di Stato che, successivamente, «ha concentrato la sanzione di 635 miliardi di vecchie lire limitatamente a quelle a cui si è riscontrata un`infrazione grave».
Intanto, il presidente dell?Associazione consumatori utenti bancari finanziari (Ubf), Giancarlo Ragone, invita alla prudenza gli utenti-consumatori che intendono chiedere il rimborso alle 17 compagnie assicurative sanzionate dall`Antitrust per violazione della concorrenza attraverso lo scambio illecito di informazioni.
«Non è così semplice ottenere il rimborso – ha detto Ragone – come qualche associazione di consumatori vuol far credere: la sentenza della Cassazione, infatti, non obbliga le Compagnie assicurative al rimborso ma impone comunque un procedimento giudiziario, sia pure affidato in primo grado al giudice di pace». Le compagnie, infatti, affermano che non vi è stato danno per i consumatori e si oppongono al rimborso. Da parte di molti assicurati, invece, col sostegno di alcune associazioni di consumatori, sono state avviate iniziative giudiziarie per chiedere risarcimenti del 20% per gli anni dal 1995 al 2000; ricorsi che si ritiene siano divenuti più facili da quando la Cassazione, alcune settimane fa, ha stabilito che la questione debba essere decisa dai giudici di pace.

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