Le assicurazioni: non c´è nulla da rimborsare
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fonte:
- La Stampa
I consumatori: volevamo trattare, adesso presenteremo ricorso contro tutte le compagnie
Lo scontro è frontale. Il ministro Antonio Marzano ieri ha provato a trovare una mediazione sui rimborsi Rc auto. Dopo tre ore di incontro, assicurazioni da una parte, consumatori dall´altra però ha dovuto prendere atto che «l´accordo è impossibile». Niente contestazione amichevole dunque. Fabio Cerchiai, presidente dell´Ania, l´associazione di categoria delle compagnie italiane, ha riconosciuto l´infrazione: «Siamo passati con il semaforo rosso ma non c´è stato nessun incidente e quindi non c´è da risarcire nessun danno». Fuor di metafora: le assicurazioni si sono passate irregolarmente alcune informazioni sui prezzi delle polizze ma non hanno creato una perdita agli automobilisti. Le associazioni dei consumatori invece rivendicano «il sacrosanto diritto individuale ad avere indietro i soldi che le compagnie, come stabilito in ogni grado di giudizio, hanno incassato violando la concorrenza». L´ala dura dell´Intesa (Codacons, Adusbef, Federconsumatori e Adoc) va addirittura all´attacco di quelle 22 compagnie «salvate» dal Consiglio di Stato ed escluse dalla multa da 630 miliardi di lire. «Faremo ricorso al giudice di pace e avremo i soldi indietro da tutti», ha mandato a dire Elio Lannutti, presidente Adusbef. Detto fatto. Nel pomeriggio Antonio Tanza, l´avvocato dell´associazione, ha ricevuto una sentenza del giudice di pace di Lecce che condanna al rimborso la Sara Assicurazioni, compagnia fuori dalla lista delle 17 società multate. «Chiederemo subito l´esecuzione della sentenza – spiega il legale – e tra 15 giorni avremo i soldi grazie al pignoramento della cassa di una delle agenzie Sara in provincia di Lecce». Quale? «Faremo un blitz». Insomma è muro contro muro. Anche se le associazioni dei consumatori dicono di aver provato a presentarsi con un ramoscello d´ulivo. «Abbiamo insistito per aprire una trattativa – è la ricostruzione fatta da Rosario Trefiletti, presidente di Federcosnumatori, di una seduta lunga tre ore solo perché il ministro Marzano ha ricostruito l´annosa vicenda dagli albori del 1995 – ma l´Ania ha chiuso su tutti i fronti». Tra le soluzioni che non sono finite sul tavolo, «fermo restando – ha precisato Trefiletti – il diritto individuale di ciascun assicurato di chiedere il rimborso», c´erano la proposta di spalmare la cifra recuperabile sulle future tariffe, affrontare uno nuovo schema di «bonus malus» o una sconto sulla franchigia. Non se ne è fatto nulla nonostante le buone intenzioni di Marzano. L´Ania ha negato il clima da «muro contro muro» e, in una nota ufficiale, ha spiegato che «l´impossibilità impossibilità di sedersi ad un tavolo negoziale sui pretesi rimborsi discende dalla consapevolezza delle compagnie interessate che non è mai esistito nessun cartello dei prezzi, perché le tariffe delle compagnie sono sempre state differenziate e quindi non esiste alcun danno per l`assicurato». Il presidente Cerchiai ha cercato di spostare l´attenzione «sul vero problema» ovvero il contenimento dei costi e dei sinistri. «Su questo punto – ha annunciato il presidente Ania – siamo invece aperti e anzi sollecitiamo un confronto a tutto campo». Anche gli assicuratori affermano di avere in mano il loro ramoscello d´ulivo. Si dicono disponibili ad una maggiore trasparenza nella divulgazione delle tariffe in modo da poter rendere più semplice per gli utenti il confronto tra le varie offerte. Chiedono al governo e ai consumatori di impegnarsi assieme in una campagna comune per la prevenzione degli incidenti stradali e per la sicurezza. E infine fanno un passo in avanti sul metodo di calcolo del valore dei premi. In sostanza da Istat, Ania, Isvap e associazioni dei consumatori sui rincari escono quattro numeri e quattro valutazioni diverse. Le assicurazioni chiedono di trattare per verificare se si può arrivare a individuare un criterio comune. Il nodo dei rimborsi però sta diventando un macigno su un dialogo di per sé difficile. Trefiletti faceva notare che se adesso «verranno condannate anche le altre compagnie la platea di utenti interessati passerà da 18 a 35 milioni». Nel mezzo i sindacati. L´Ugl propone di «ripristinare l`Osservatorio sociale delle Assicurazioni per risolvere preventivamente le controversie e predisporre un decreto ministeriale a favore degli assicurati per tamponare centinaia di migliaia di ricorsi giudiziari». Soluzione che trova consensi anche nel governo che potrebbe replicare il decreto salvabanche dell´anno scorso quando si trovò di fronte al ginepraio dell´anatocismo.
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