Rc auto, Marzano getta la spugna
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fonte:
- Libertà
Rc auto, Marzano getta la spugna
«Sui rimborsi accordo impossibile». E continuano i ricorsi
Roma – «Accordo impossibile», dice alla fine il ministro Antonio Marzano, Attività produttive. L`incontro fra compagnie di assicurazione e associazioni consumatori non è servito. Sulla questione dei rimborsi delle polizze Rc Auto resta il «muro contro muro». Di più, si arriva quasi agli insulti, con i consumatori che danno dell`«arrogante» all`Ania e confermano una manifestazione davanti all`associazione degli assicuratori il 3 febbraio, con distribuzione dei modelli per i ricorsi.
Già, perché l`unica soluzione è quella giudiziaria, il ricorso al giudice di pace. In mille hanno già vinto e dovrebbero ricevere un rimborso dell`aumento giudicato ingiustificato, subito sulla polizza fra il 1995 e il 2000. Altri 300mila hanno inviato la pratica al giudice di pace, in 4 milioni hanno scaricato il modulo dalle pagine web delle associazioni consumatori. «Hanno diritto 18 milioni di persone – dice Elio Lannutti, presidente Adusbef – ma dato che stiamo iniziando i ricorsi anche contro le altre 22 compagnie coinvolte potrebbero essere molti di più gli italiani interessati». Per qualcuno si arriva a 39 milioni. E c`è di più. Intesa consumatori ha chiesto le dimissioni dell`intero vertice dell`Isvap, l`istituto di controllo sulle assicurazioni, e vuole denunciarne il presidente, Giancarlo Giannini, reo di aver detto che «se i ricorsi venissero accolti le compagnie rischierebbero l`insolvenza». Passo indietro per comprendere i termini della questione. Due anni fa l`Antitrust ha sanzionato 39 compagnie assicuratrici accusandole di avere fatto «cartello», di essersi scambiate informazioni e di avere fissato premi simili, violando le regole della concorrenza e danneggiando i consumatori. Una multa di oltre 700 miliardi di lire. Ricorsi al Tar, al Consiglio di Stato e alla fine le compagnie sanzionate restano 17 (le maggiori del settore). A quel punto le associazioni consumatori decidono di promuovere ricorsi in massa contro le compagnie, chiedendo il rimborso di quanto pagato in più per «mancata concorrenza». La Cassazione ha semplificato i ricorsi ammettendo che potessero essere presentati al giudice di pace. Le compagnie, rappresentate dall`Ania, si sono sempre opposte e lo hanno fatto anche ieri al ministero delle Attività produttive. «L`Antitrust non ha contestato danni delle compagnie alle assicurazioni – dice Fabio Cerchiai, presidente Ania – E` come se si fosse attraversato un incrocio con il ?rosso? senza aver provocato danni e oltre alla multa, già pagata, si pretendesse un risarcimento». «Il vero problema della Rc Auto – aggiunge Cerchiai – è quello del contenimento dei costi e dei sinistri. Su questo siamo disponibili ad aprire un tavolo. Non siamo arroganti, ma pronti al dialogo». Ma Intesa e Coalizione, i due raggruppamenti delle associazioni consumatori sono su posizioni molto diverse, sia dall`Ania che fra loro. «Qui si fanno solo chiacchiere – dice Carlo Rienzi, Codacons, aderente all`Intesa – confermiamo la nostra manifestazione. Distribuiremo migliaia di modelli per presentare i ricorsi. Alla fine saranno milioni». «Non vorremmo che la battaglia si trasformasse in un sicuro guadagno solo per gli studi legali – dicono dalla Coalizione – con conseguente paralisi dei tribunali. Occorre che il governo lasci la sua posizione di neutralità e faccia da mediatore». «E` necessario che una figura arbitrale decida se ci sia stato o meno un danno per i consumatori. Sarebbe una soluzione chiara ed efficace», è la proposta di Paolo Martinello, presidente di Altroconsumo, associazione indipendente dai due raggruppamenti. Qui però la bocciatura arriva direttamente dal ministro Marzano che spiega anche perché è fallita in partenza la riunione: «Un`ipotesi di accordo e arbitrato – dice – era impossibile perché le associazioni dei consumatori non rappresentano dal punto di vista giuridico i consumatori. Le azioni giudiziarie avviate sono individuali».
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