Inflazione: consumatori no a nuovo paniere Istat
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fonte:
- CNN Italia.it
“Non crediamo ai dati delle città campione“
Associazioni dei consumatori unite nella condanna al nuovo paniere Istat. “Ancora insufficiente – dichiara martedì Rosario Trefiletti a nome dell`Intesa – il peso delle Rc auto. E incomprensibili alcune esclusioni come l`alcool denaturato“. “Occorre – rincara Giustino Trincia, portavoce della Coalizione dei consumatori – differenziare il paniere per nucleo familiare. Opportuna anche una diversificazione per area geografica“.
Una bocciatura senza appello quella dell`Intesa dei consumatori (Adoc, Federconsumatori, Adusbef e Codacons) sul nuovo paniere presentato dall`Istituto nazionale di statistica. Critiche le quattro associazioni anche sul peso di alcuni prodotti tecnologici.
Entrate e uscite del paniere 2003
“Bisogna comprendere – spiega Trefiletti, presidente di Federconsumatori – il peso che avranno beni come il dvd sul nuovo paniere. Ritengo che vista la loro scarsa diffusione, debbano avere anche una bassa rilevanza. Temiamo effetti distorsivi sulle rilevazioni finali dell`inflazione“. Il peso delle Rc auto, cresciuto del 34%, è definito dall`Intesa `un`elemosina`.
“Il vero problema del nuovo paniere – concorda Trincia, vicepresidente di Cittadinanzattiva – è il peso attribuito alle varie voci“. Per ottenere una fotografia più vicina al reale andamento dei prezzi, la Coalizione dei consumatori (che riunisce associazioni come Cittadinanzattiva, Adiconsum, Confconsumatori) punta sulla diversificazione del paniere poiché “non esiste un consumatore medio italiano. D`altronde in Germania esistono tre panieri differenziati“.
Si unisce al coro di protesta sul nuovo indice dell`Istat anche l`Aduc (Associazone per i diritti degli utenti e dei consumatori), che bolla il debutto del nuovo paniere Istat come “la fiera dei ritardi“. Entrano prodotti diffusi da anni come la tintura dei capelli e il petto di pollo. Escono beni `obsoleti` già da tempo come la cassetta non registrata.
Paniere a parte, le associazioni sono scettiche anche sulla frenata dell`inflazione a gennaio (al 2,7% contro il 2,8 di dicembre), come risulta dalle rilevazioni delle città campione diffuse oggi.
“Continuiamo a credere sottostimati i dati. Inoltre pensare – aggiunge Trefiletti – che il tasso medio dell`inflazione registrato nel 2002, pari al 2,5%, sia inferiore al 2,7% del 2001 è impensabile“. “Se non è in discussione il ruolo dell`Istat – conclude la Coalizione dei consumatori – permangono critiche, anche se costruttive. Non crediamo ai dati diffusi oggi“.
Nel 2003 a rischio rincari carburanti e tariffe locali
Alla querelle su paniere e rilevazioni Istat prende parte anche il segretario di Adiconsum (una delle associazioni della Coalizione), Paolo Landi. L`Istituto, sottolinea in una nota, “non ha tenuto in alcuna considerazione la nostra proposta sull`utilizzo delle rilevazioni telematiche mediante codice a barre che eliminerebbero distorsioni, non trasparenza e manipolazioni nel rilevamento dei prezzi“.
Landi lamenta il silenzio da parte dell`Istituto di statistica anche sulla richiesta avanzata dall`Adiconsum di calcolare l`inflazione per tre fasce di reddito (basso, medio e alto), “che lo stesso ministro Marzano aveva condiviso“.
Nessuna meraviglia, infine, sulla frenata dell`inflazione registrata oggi dalle rilevazioni delle città campione: una conseguenza del calo dei consumi. Nel 2003 sono a rischio rincari, conclude Landi, non tanto i beni di consumo, ma tariffe locali e carburanti.
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