28 Gennaio 2003

Radio Vaticana, la Cassazione rinvia la sentenza

Radio Vaticana, la Cassazione rinvia la sentenza

Tutto rimandato a data da destinarsi a causa della mancata notifica a imputati e legali. I giudici devono pronunciarsi sul ricorso presentato dagli abitanti di Cesano contro il principio di extraterritorialità.






ROMA – Hanno aspettato inutilmente davanti al Palazzaccio. Gli abitanti di Cesano, gli esponenti delle associazioni ambientaliste e di quelle dei consumatori attendevano che i giudici della Cassazione si pronunciassero sul loro ricorso. Sulla loro richiesta di rimettere in discussione la sentenza del giudice monocratico che il 19 febbraio di un anno fa aveva sancito che i dirigenti di Radio Vaticana non possono essere processati per presunto inquinamento elettromagnetico in base al prinicipio di extraterritorialità previsto dall`articolo 11 dei Patti Lateranensi.

Un`attesa che si dovrà prolungare: la sentenza è rinviata per “la mancanza di notifica ai difensori di fiducia degli imputati“ a data da destinarsi.

La notizia è arrivata come l`ennesima doccia fredda sugli abitanti di Cesano, zona a nord di Roma che sorge a ridosso di Santa Maria di Galeria, l`area in cui sono collocati gli impianti di emissione della radio pontificia. Da anni i residenti vanno dicendo che le onde elettromagnetiche irradiate da quei tralicci hanno causato un aumento dei casi di leucemia nella zona. L`emittente ha sempre negato le accuse e nel maggio del 2001 ha raggiunto un accordo con il Governo italiano che prevede il rispetto delle emissioni sotto il mite dei sei volt/metro stabilito dalla legge e un costante controllo bilaterale delle emissioni.

Ma intanto il braccio di ferro con gli abitanti è andato avanti e così l`iter giudiziario. La prima sentenza è stata emessa a febbraio del 2002 dal giudice Andrea Calabria. Il quale ha sentenziato che i tre responsabili dell`emittente, Padre Pasquale Borgomeo, Padre Roberto Tucci e Costantino Pacifici non potevano essere giudicati dalla legge italiana per “difetto di giurisdizione“. Oggi il rinvio del nuovo capitolo.

“Aspettiamo al più presto un`udienza vera e propria. Nel frattempo – ha detto amareggiato Paolo Aquilanti, rappresentante del comitato Bambini senza Onde – continueremo a richiamare l`attenzione sul problema perché in questo perdiodo non è cambiato molto. Dopo due anni di clamore non sono state ancora prese misure definitive, i controlli non si vedono, non c`è stata nessuna riduzione della potenza delle frequenze e non esiste un progetto di dislocazione di Radio Vaticana“.

Commenti duri arrivano anche dal direttore generale di Legambiente, Francesco Ferrante, che parla di “ennesimo spiacevole ritardo al corso della giustizia“ e dal presidente del Codacons, l`avvocato Carlo Rienzi che senza mezzi termini dichiara: “La Santa Sede ha avuto la mano del Signore anzi di un signore, non si sa se di un dipendente della cancelleria o di un ufficiale giudiziario. Comunque sia il miracolo lo hanno fatto anche stavolta. Noi comunque confidiamo nella giustizia della Cassazione, oltre che in quella divina“.

Dall`emittente, intanto si conferma il fatto che né gli imputati, né i legali hanno ricevuto alcuna notifica ma si ribadisce anche l`impegno a presentarsi davanti alla Corte nel momento in cui saranno chiamati a farlo. La direzione dell`emittente, ricorda dunque di essere in contatto col ministero dell`Ambiente, secondo gli accordi presi a suo tempo nell`ambito della Commissione bilaterale Italia-Santa Sede e sostiene che “a suo avviso non sussistono motivi oggettivi di preoccupazione per la salute delle persone circostanti“ la zona del centro trasmittente di Santa Maria di Galeria.



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