I consumatori ricorrono al Consiglio di Stato contro il cda dimezzato
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fonte:
- Il Nuovo.it
Il presidente della Tv di Stato smentisce di aver mai boicottato un contratto con il Riformista, come riportato dal quotidiano milanese. Intanto i consumatori ricorrono al Consiglio di Stato contro il cda dimezzato.
ROMA – Nessuna ritorsione contro il Riformista né tantomeno alcun ordine di cancellare un contratto pubblicitario di cinquemila euro con il quotidiano di Antonio Polito in segno di ritorsione. Il presidente della Rai Antonio Baldassarre smentisce su tutta la linea quanto riportato oggi dal Corriere della Sera e passa al contrattacco annunciando una querela.
“Non mi sono occupato – fa sapere attraverso una nota il presidente della tv di Stato – di contratti che non rientrino nelle competenze del consiglio di amministrazione, né mi sono occupato in particolare di quello specifico contratto, di cui ignoravo esistenza e pianificazione economica“.
“Pertanto – continua Baldassarre – considerato l`intento infamante dell`articolo, ho dato mandato ai miei legali di querelare il giornalista e il direttore del Corriere della Sera, concedendo loro la più ampia facoltà di prova“.
Di battaglia legale in battaglia legale. In questo caso è però l`intesa dei consumatori a fare ricorso contro i vertici di Viale Mazzini e le decisioni assunte dal cda dimezzato. Dopo la sentenza del Tar, che mercoledì scorso ha rigettato la richiesta di sospensiva del codice di autoregolamentazione per le trasmissioni relative ai minori e di altre delibere, Adusbef, Codacons e Federconsumatori hanno deciso di ricorrere in appello al Consiglio di Stato.
Secondo quanto sostenuto dalle associazioni, il fatto che il consiglio di amministrazione resti in carica nonostante le dimissioni di tre membri, “lede gravemente e irrimediabilmente gli interessi di livello costituzionale, parificabili alla libertà personale, sia pure intellettuale e culturale, di milioni di abbonati al servizio pubblico rappresentati dalle associazioni ricorrenti“.
L`intesa dei consumatori ci tiene a sottolineare che quella intrapresa non è una battaglia caratterizzata da “alcuna connotazione politica“, ma piuttosto un provvedimento preso “in difesa del diritto dei telespettatori“ di “godere di un servizio pubblico pluralista“.
“La mancata sospensione – si legge nell`appello presentato da Adusbef, Codacons e Federconsumatori – consente l`adozione di atti di straordinaria amministrazione da parte del cda e la gestione del servizio pubblico con criteri non pluralistici, ragion per cui la presente azione non ha alcuna connotazione politica di sostegno alla parte da cui promanavano gli esclusi o i rimasti, ma solo in difesa del diritto dei telespettatori che sono di destra, centro e sinistra e di godere di un servizio pubblico pluralista“.
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