28 Gennaio 2003

Un cavillo per Radio Vaticana

La vicenda delle onde elettromagnetiche del centro di Santa Maria di Galeria

Un cavillo per Radio Vaticana



Per un difetto di notifica slitta a data da destinarsi l`attesa sentenza della Cassazione sulle emissioni oltre i limiti di legge. Il caso coinvolge i rapporti tra Italia e Santa sede.
Un difetto di notifica ai difensori degli imputati e slitta a data da destinarsi l`udienza della prima sezione penale della Cassazione che deve decidere se sono processabili o meno i dirigenti di Radio Vaticana accusati di “getto pericoloso di cose“, ovvero di emissioni elettromagnetiche, dal centro di trasmissioni di Santa Maria di Galeria. Nessuna risposta ancora quindi per cittadini e organizzazioni che da anni si battono per il rispetto dei limiti previsti dalla legge italiana sull`elettromagnetismo dopo le decine di casi di bambini colpiti da leucemia nella zona di Cesano dove si registra per questa patologia un tasso superiore alla media. «La legge italiana si è fermata a Cesano», «No alle onde, sì alla vita» alcuni degli striscioni esposti sotto il Palazzaccio, sede della Cassazione, in piazza Cavour a Roma nel sit in che si è tenuto ieri per sollecitare una risposta. Ma le loro speranze sono andate deluse. L`udienza non è durata più di un minuto. Giusto il tempo per i numerosi legali di parte civile di indossare la toga e già il presidente della corte Severo Chieffi, seduto sullo scranno più alto sovrastato dalla massima effigiata in oro “La legge è uguale per tutti“, giustificandosi col difetto di notifica ai legali degli imputati, ha disposto il rinvio sine die dell`udienza. Respinta, senza nemmeno un minimo di contradditorio, anche la proposta dell`avvocato Carlo Rienzi che ha parlato a nome di tutti i colleghi di parte civile (oltre al Codacons, Bambini Senza Onde, Coordinamento Comitati Roma Nord contro l`elettromagnetismo, Legambiente, Wwf e Verdi Ambiente e Società) di fissare almeno la data di una nuova udienza.
Il legale dei tre imputati – padre Pasquale Borgomeo, direttore di Radio Vaticana, padre Roberto Tucci, presidente del comitato di gestione dell`emittente e Costantino Pacifici, vicedirettore tecnico – l`avvocato Marcello Melandri non si è nemmeno presentato e ha mandato suo figlio Matteo, solo dottore in legge, ad annotarsi l`eventuale data della nuova udienza. «Radio Vaticana – ha detto Rienzi, presidente Codacons – ha fatto il miracolo attraverso la mano di un cancelliere». Di chiunque siano le responsabilità per la mancata notifica è certo il suo effetto dilatorio. Si rischia la prescrizione nel 2004 del reato anche se alcuni legali di parte civile affermano che la prescrizione non decorre dal momento che il reato e tuttora perpetrato. A Cesano, zona alla periferia Nord di Roma, sovrastata da una foresta di enormi antenne che trasmettono in 42 lingue la “parola di Dio“ in tutto il mondo, sono installate tre centraline fisse di monitoraggio dei livelli di emissione. Il dato emerge dalle misurazioni dell`Agenzia Nazionale per l`Ambiente (Anpa) con la partecipazione del ministero delle Comunicazioni e dell`Arpa Lazio effettuate a Cesano. I valori massimi registrati all`avvio della campagna di misurazione risultavano 20 volt metro, 16 volt metro e 9 volt metro rispetto ai limiti di 6 volt metro fissati dal decreto 381/98.


Controlli diretti anche da parte del Coordinamento Comitato Roma Nord. «Domenica alla 21 – dice Mimmo Ciardulli del Coordinamento contro l`elettromagnetismo – abbiamo registrato 15,37 volt a metro. La legge italiana fissa il limite a 6 volt metro».


Il caso coinvolge i rapporti tra Italia e Santa Sede disciplinati dai Patti Lateranensi secondo i quali Radio Vaticana, quale «ente centrale della chiesa cattolica», è «esente da ogni ingerenza da parte dello Stato Italiano». Ma il centro è un enclave nello stato italiano e le onde elettromagnetiche non conoscono certo confini. E` stato il pubblico ministero di Roma Gianfranco Amendola, che sulla stessa vicenda sta conducendo anche una istruttoria per omicidio colposo plurimo, a formulare l`ipotesi di “getto pericoloso di cose“. Dopo il pronunciamento del giudice del Tribunale di Roma Andrea Calabria che ha stabilito il difetto di giurisdizione della magistratura italiana, Amendola ha presentato ricorso in Cassazione. L`unico precedente si rifa al caso Ior-Marcinkus. Anche allora il tribunale italiano disse no al processo per difetto di giurisdizione. Si può capire allora quale rilevanza abbia una sentenza della Cassazione su Radio Vaticana e si possono comprendere i tanti atteggiamenti dilatori.

«Di fronte a queste circostanze – ha commentato ieri il Coordinamento Comitati Roma Nord contro l`elettromagnetismo – ci vengono in mente le parole del pontefice sul disgusto di Dio e il suo silenzio di fronte alle ingiustizie, alle guerre e alle devastazioni ambientali. Ci allineiamo anche noi a questo silenzio». «Speravamo di ascoltare dalle parole del giudice – ha detto Francesca Ferrante, direttore di Legambiente – che la legge è uguale per tutti e non c`é extraterritorialità che tenga quando si parla della salute dei cittadini».

Le battaglie finora hanno portato solo all`accordo Italia -Santa sede dell`aprile 2001 in sede di commissione bilaterale. Si è stabilito, su controllo dei ministeri Ambiente e Comunicazioni, un piano di riduzione delle emissioni, lo spostamento di trasmissioni da alcune antenne e l`avvio di misurazioni congiunte. Parte delle trasmissioni in onda media sono oggi instradate in Francia. Da impiegare poi tecnologie digitali ritenute più sicure.

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