«Prezzi stabili»
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fonte:
- La Gazzetta del Mezzogiorno
«Prezzi stabili». Per l`Osservatorio
Scettico il Codacons: «Registriamo troppe lamentele, i dati non sono attendibili»
Prezzi stabili o in diminuzione. Questo emerge dalla prima rilevazione ufficiale riferita al periodo precedente il Natale. Ma «scettico e diffidente» si definisce l`avvocato Amato, del Codacons, di fronte ai dati diffusi ieri dal «Comitato di controllo prezzi» della Provincia di Bari, istituito dalla Prefettura e dalla Camera di commercio. In linea di massima le associazioni dei consumatori si mostrano piuttosto sconcertate, con la sola eccezione di Federconsumatori, un po` più morbida di Codacons e Adoc.
La tabella, pubblicata di fianco, ha indubbiamente un`utilità per il consumatore che, in tal modo, ha uno strumento in più, oltre al canonico Istat, per orientarsi nella giungla dei prezzi. Soprattutto in città, perchè c`è un notevole divario tra i prezzi a Bari, molto più alti, e quelli registrati in provincia, o almeno, nei 27 Comuni presi in esame dalla rilevazione del Comitato. Amato, ad esempio, afferma di «non comprendere i criteri» delle rilevazioni, anche «perchè si fa riferimento alla media Istat che però riguarda soltanto Bari». E ricorda anche che «è risaputo che i prezzi del capoluogo, in Puglia, sono assai diversi da quelli della provincia». Per concludere che «il discorso tranquillizzante di Cdc e Prefettura», che definiscono i prezzi «stabili o in diminuzione» a Bari e provincia, «non corrisponde alla realtà delle continue lamentele sui prezzi in aumento che noi associazioni riceviamo quotidianamente».
Il Comitato ha preso in esame i prezzi al dettaglio di 40 prodotti del comparto agroalimentare e dell`igiene della persona e della casa, ma 27 comuni vengono considerati «un campione poco rappresentativo». Tali rilevazioni al dettaglio sono state confrontate con le quotazioni all`ingrosso o alla produzione, rilevati tra novembre e dicembre 2002. E la conclusione è che i prezzi sono «stabili» o addirittura «in diminuzione». In aumento sarebbero soltanto l`olio di semi e le carni macellate di vitello. Ma vallo a dire alla casalinga barese… Pino Salomon, leader dell`Adoc, si chiede come mai alcuni prodotti, nel confronto tra ingrosso e dettaglio, risultino addirittura venduti al consumatore sottocosto, come le banane, perchè, dice caustico, «non crederò mai che un commerciante lavori per rimetterci». Dunque «qual è la qualità di questi prodotti? – chiede Salomon – e da dove provengono?». E ammonisce: «Non si illuda la Cdc che possano sostituirsi all`Istat e tranquillizzare i baresi sull`inflazione che non cresce». Più positivo il commento di Nico Romito, di Federconsumatori: «Con questa prima tabella, almeno, si comincia a far luce sui meccanismi della filiera, come noi chiedevamo da tempo. E` un primo passo nella giusta direzione».
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