I prezzi volano e l?Italia supera la media Ue
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fonte:
- Il Mattino
Inflazione in salita. Nei Paesi di Eurolandia il costo della vita è aumentato dal 2,2% di novembre al 2,3% del mese scorso. Una media al di sopra della quale viaggia proprio l?Italia, in compagnia di Spagna (+4%), Irlanda (+4,6%), Portogallo (+4%) e Grecia (+3,5%). I più virtuosi sono la Germania (+1,1%) e il Belgio (1,3%).
I dati parlano chiaro. E rivelano che a dicembre il nostro Paese – rispetto al 2001 – ha raggiunto non il 2,8% come afferma l?indice nazionale, bensì il 3% secondo il termometro dell?indice armonizzato europeo, più preciso, e che include ad esempio i ticket sanitari. Infatti il capitolo salute da solo, secondo il paniere italiano senza ticket, è aumentato appena del 2,3%. Ma col metodo dell?Unione, l?incremento passa addirittura al 6,3%.
Sull?inflazione, insomma, nemmeno le cifre ufficiali fanno chiarezza. Si pensi ai numeri di Palazzo Chigi: +1,4 la percentuale programmata dal governo per il 2003 (quella che conta per stabilire gli aumenti degli stipendi). Sale al 1,9%, invece, quella prevista sempre dal governo nel piano di stabilità approvato dall?Ecofin di Bruxelles. Un caro-vita a più facce con un solo denominatore: la convinzione generale che la colpa dei rincari sia legata all?ingresso della nuova valuta. Gli abitanti dello Stivale ne sono convinti: uno su due dice di spendere molto di più con l?euro che con la vecchia lira.
Tra le voci di spesa che crescono a ritmo più elevato c?è da anni la polizza Rc auto. «L?accordo anticoncorrenziale di alcune compagnie – denunciano i consumatori dell?Intesa – dal 31 dicembre 1996 al dicembre 2002 ha prodotto rincari del 94,65%; 6,7 volte più dell?inflazione (14,05%)». Ora la sentenza della Cassazione che ha spianato la strada ai risarcimenti proprio nei confronti delle società condannate per aver fatto fronda sui prezzi, ha aperto la porta a nuove polemiche. Ieri l?Intesa dei consumatori ha messo con le spalle al muro l?Ania, l?associazione che rappresenta gli assicuratori: «Se il 3 febbraio il confronto tra le parti per sciogliere il groviglio dei ricorsi, dovesse saltare – ha detto – le 17 compagnie colpevoli finiranno alla gogna». Proteste di piazze e boicottaggio che – secondo Adoc, Adusbef, Codacons e Federconsumatori – si trasformeranno in una disdetta di massa dei contratti. L?Intesa ha già pronte le proposte: uno sconto sulla futura polizza stipulata con la stessa compagnia; un buono sul pagamento della franchigia; lo scalo di una classe a favore dell?assicurato; la restituzione del 20% delle polizze pagate negli anni 1995-2000.
Vedremo. Intanto, sono 2 milioni i moduli scaricati da Internet e 244 mila le richieste di ricorso in via di definizione. Un numero enorme che – denunciano i sindacati – può trasformarsi in un rischio occupazionale per i dipendenti delle compagnie che potrebbero essere costrette a pagare i risarcimenti. Restano però i fatti denunciati dall?Intesa. E i fatti parlano di rincari vertiginosi: «Un consumatore che per assicurare l?auto spendeva 401 euro a fine dicembre `96, ne ha spesi 780 nel 2002. L?anno in cui l?aumento medio è stato più alto? Il 1999 (+16,3%), quando una polizza senza incendio e furto costava 578 euro, rispetto ai 497 euro pagati nel 1998, che a sua volta aveva registrato un incremento del 13,6% rispetto al ?97. Anche nel 2000 – malgrado il blocco tariffario del governo – le compagnie sono riuscite a rincarare le polizze del 9,7%, imponendo un onere di aumento pari a 56 euro a polizza. Per poi proseguire con un +10,7% nel 2001 (a 702 euro) e un +11,1% nel 2002 (a 780 euro)». Intanto in Campania, una delle regioni più tartassate dal caro-polizza, è nato un coordinamento a tutela degli automobilisti che intendono chiedere il rimborso. L?accordo è tra Cisl regionale, Adiconsum, Sicesa – sindacato dei consulenti ed esperti nel settore assicurativo – e Comitato tutela consumatori. «A giorni – spiega Pietro Cerrito numero uno della Cisl campana – sarà attivato un numero verde e chiunque potrà telefonare per chiedere informazioni».
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