23 Gennaio 2003

I consumatori pensano al partito


MILANO – «Le polizze di assicurazione per l?auto costano troppo e c?è bisogno di una riforma strutturale del settore ma nessuna forza politica la propone», ragionavano ieri i rappresentanti di Adoc, Adusbef, Codacons e Federconsumatori, le quattro associazioni dei consumatori che si riconoscono nel cartello denominato Intesa. Finché è arrivata la domanda: state quindi pensando a un nuovo partito? «Stiamo valutando».
Che l?attivismo delle associazioni dei consumatori, alla continua ricerca di visibilità sui media, avesse molti obiettivi non era un segreto. E ieri è arrivata la conferma. Nascerà dunque un nuovo partito? Forse. Di sicuro non mancano le divisioni. Già l?Intesa era nata per distinguersi da un altro raggruppamento, la Coalizione dei consumatori, che riunisce altre otto organizzazioni. Piuttosto che un nuovo partito, ha detto poi ieri Rosario Trefiletti della Federconsumatori, sarebbe meglio «intervenire nei processi politici in maniera trasversale». A volere un «soggetto nuovo» infatti per ora sono solo Adusbef e Codacons, mentre Federconsumatori e Adoc puntano ad aumentare la «visibilità» all`interno dei Poli che già ci sono. Una mossa in parte già tentata con scarso successo da Elio Lannutti, capo dell?Adusbef, che alle ultime elezioni si era candidato con Antonio Di Pietro. Carlo Rienzi del Codacons, che aveva mandato un suo emissario alla costituente della Margherita, però non ha dubbi. «Non sarebbe sbagliato dare vita a un soggetto politico che si concentri sulla tutela dei consumatori». Berlusconi, Rutelli e Fassino insomma sono avvisati.

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