23 Gennaio 2003

«Rc auto, sui rimborsi meglio calmarsi»

«Rc auto, sui rimborsi meglio calmarsi»

L?Otc: «Le assicurazioni si cauteleranno e si potrebbero perdere soldi»




Parte da Trieste l?appello alla calma indirizzato ai consumatori che intendono avanzare richieste di risarcimento alle compagnie di assicurazione che hanno applicato, in passato, tariffe Rc auto giudicate troppo alte dall?Antitrust. Le principali organizzazioni dei consumatori, vista l?ondata di richieste di moduli per il rimborso, giunte nelle varie sedi triestine, non appena si sono diffuse le prime, ottimistiche notizie sulla possibilità di incassare subito, si sono rivolte ai consumatori cercando di smorzare gli eccessivi entusiasmi della prima ora.
«Non è sufficiente spedire una raccomandata – ha spiegato ieri, nel corso di un incontro pubblico, organizzato ad hoc, uno degli avvocati dell?Organizzazione per la tutela dei consumatori, Maurizio De Angelis – per vedersi spedire a breve giro di posta il 20% pagato in più. Nessuna delle compagnie coinvolte in questa vicenda è pronta a rispondere a tali richieste – ha ammonito – anzi, è probabile per non dire certo che tutte le società assicuratrici cercheranno ogni via possibile pur di procrastinare all?infinito il pagamento, arrivando all?ultimo dei gradi della giurisdizione. E potrebbe pure darsi che alla fine non si ottenga l?effetto sperato, oppure si sia costretti per lo meno a pagare le spese processuali, il che vanificherebbe, almeno in parte, il beneficio ottenuto».
In altre parole, i legali dell?Otc (accanto a De Angelis c?era pure Alessandro Carbone) stanno gettando acqua sul fuoco delle facili illusioni: «Nei primi giorni, dopo che si è diffusa la notizia che le compagnie erano state colte in fallo – ha precisato la presidente dell?Organizzazione, Luisa Nemez – abbiamo ricevuto non meno di 300 richieste per la modulistica. In realtà le cose non stanno così, perché innescare un meccanismo giudiziario, nel quale le controparti sono alcune fra le principali assicurazioni italiane, potrebbe rivelarsi un ingannevole tranello. A nostro avviso – ha concluso la Nemez – i consumatori potrebbero trovarsi invischiati in un interminabile iter processuale, il cui esito non è necessariamente scontato».
Che fare allora? «Crediamo che la proposta migliore – ha affermato Sergio Ramani, della Lega consumatori delle Acli – sia quella di cercare un accordo con le società di assicurazione, per arrivare a una soluzione che metta tutti d?accordo, per quanto concerne il futuro. Anche noi siamo dell?avviso di sconsigliare gli utenti a incagliarsi in una vicenda giudiziaria dai contorni per il momento molto vaghi e incerti».
Molto più dura la presa di posizione assunta dall?Intesa dei consumatori, i cui rappresentanti ieri hanno dichiarato che sono pronti a «mettere in campo una serie di iniziative che vanno dal boicottaggio delle compagnie coinvolte, alle manifestazioni di piazza».
Tutto dipenderà da ciò che avverrà il 3 febbraio: per tale data è stato convocato un incontro fra le organizzazioni dei consumatori e l?Ania, l?organizzazione che raggruppa le compagnie di assicurazione. Da parte di Adoc, Adusbef, Codacons e Federconsumatori vengono indicate tre possibili vie d?uscita: la prima è costituita dallo sconto da applicare alle polizze future, a favore degli assicurati che non cambieranno compagnia. La seconda da interventi sulle classi di bonus malus, mentre l?ultima riguarda proprio il rimborso di danaro.
Nell?occasione i presidenti delle varie associazioni hanno anche detto che «è giunto il momento di aprire alle compagnie straniere, soprattutto statunitensi e inglesi, per originare finalmente un vero e proprio mercato basato sulla concorrenza, superando l?attuale fase di cartello».

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