Mutui agevolati: un`odissea per 600.00 famiglie
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fonte:
- Miaeconomia.it
Il mercato dei mutui immobiliari non conosce tregua.
Il `mattone` continua a crescere a ritmi serrati.
Ma una questione resta ancora irrisola: quella dei mutui cosiddetti `agevolati` perché concessi alle famiglie con un basso tasso e la garanzia della compartecipazione dello Stato al momento del rimborso.
Le associazioni di consumatori restano vigili sulla questione.
A marzo, ha annunciato nei giorni scorsi il ministero dell`Economia, un decreto fisserà il tasso soglia sul quale chi ha acceso un mutuo potrà ricontrattarlo con la banca.
Dovrebbe concludersi così una vicenda che – ricordano le associazioni dei consumatori (Adusbef, Codacons e Federconsumatori) – va avanti da anni: `dopo 4 anni di odissea per 600.000 famiglie, e i pretestuosi ricorsi (persi) dell`Abi*, il ministero dell`Economia ha promesso di emanare un decreto entro il 31 marzo 2003 per fissare i tassi di riferimento per la rinegoziazione`.
Ma è solo all`apparenza una rassicurazione, temono i consumatori, che paventano ora il rischio che il ministero fissi un tasso superiore a quello di usura.
`Se i nuovi tassi fissati – avvertono – dovessero essere al di sopra del tasso di soglia dell`8,055 fissato dalla legge antiusura per i mutui, saranno considerati illegali e impugnati`.
Ma quante sono le famiglie che hanno sottoscritto questi mutui con la promessa di agevolazioni da parte dello Stato? Almeno 600.000 riferiscono le associazioni.
Senza contare il costo in termini di risparmi sugli interessi nell`ordine di circa 1 miliardo di euro l`anno (2.000 miliardi delle vecchie lire), sia per i mutuatari che per gli enti locali (Regioni, Province, Comuni) che si sono accollati l`onere di una quota parte degli interessi all`atto del finanziamento, per dare la possibilità ai cittadini meno abbienti di acquistare la prima casa per abitarci.
Questa situazione – aggiungono – `sta assumendo contorni farseschi e vergognosi: si stanno dilatando tutti i tempi necessari per ritardare il più possibile la soluzione di una questione, che avvantaggia solo ed esclusivamente le banche, ma penalizza gli enti locali ed i consumatori`.
Nel 1999 – si ricorda – era stata emanata una legge e un regolamento di esecuzione per consentire alle banche di rinegoziare i mutui agevolati, fissati a tassi di interesse medi del 18% (con punte del 25%), impugnati dall`Associazione Bancaria (ABI) al Tar del Lazio, che ha rigettato l`impugnativa per insussistenza di motivazioni.
`Di recente il ministero dell`Economia e delle Finanze avrebbe promesso di emanare un decreto per fissare il tasso di riferimento dei mutui agevolati entro il 31 marzo 2003, che deve restare al di sotto del saggio dell`8% (come i tassi di sostituzione dei mutui cosiddetti usurari) su base annua` si legge in un comunicato diffuso dalle associazioni.
Ma il Tar del Lazio ha respinto il ricorso presentato dall`Abi contro la finanziaria del 2001, con sentenza depositata il 7 luglio 2002.
Ora spetta al ministro dell`Economia emanare un decreto per permettere alla Pubblica Amministrazione (che può destinare tali risorse finanziarie in investimenti produttivi), e ai cittadini interessati, di recuperare le ingenti somme arretrate, propongono i consumatori.
Chi ha sottoscritto il mutuo, proseguono, pretenda la giusta valuta.
È opportuno per di più diminuire le uscite relative alle rate future, `che le banche continuano ad incamerare a tassi elevatissimi`.
Le associazioni di consumatori continuano poi a polemizzare sull`operato del governo che interviene usando magistralmente la `finanza creativa`.
E annunciano: `Qualora il ministero non risolvesse in tempi brevi la questione, le associazioni dell`Intesa dei Consumatori non escludono manifestazioni ed iniziative di lotta a difesa dei diritti dei consumatori`.
La `questione` quella di far recuperare ingenti somme `indebitamente detenute dagli istituti bancari` *Associazione bancaria italiana.
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