22 Gennaio 2003

I saldi convenienti (forse) devono ancora cominciare




«Impressioni da Roma sui saldi. Sembra ci sia stato un generalizzato 20% di sconti rispetto ai prezzi in euro prima di Natale, come se ci fosse un tacito passaparola tra i commercianti. Dall`altra parte ho visto gente in centro in corsa da un marciapiede all`altro per non perdere neppure un negozio. Ho visto gente litigare per un golfino di Prada, e nei negozi di Gucci guardie giurate che facevano da spartitraffico». Ecco un piccolo brano del racconto al Corriere on-line di un ragazzo abbastanza sconvolto da questo poco civile comportamento dei consumatori italiani. Gli stranieri a Roma si lamentano che c`è poca merce in saldo nei templi della moda di via Condotti e dintorni e hanno ragione. Andando a curiosare da Armani, Versace, Ferretti, Dior, e Hermes, Dolce e Gabbana, Valentino e altri nomi famosi abbiamo scoperto che i pochi capi in saldo vengono quasi nascosti ai piani superiori e che l`occasione è in realtà quella di mostrare già da ora le collezioni primavera-estate. Il vecchio non piacerà più, rispetto al nuovo!
Un altro amico lancia on-line una provocazione: «Do un consiglio a tutti. Attendiamo i veri saldi, indicativamente a inizio febbraio, quando i commercianti fanno il consuntivo di gennaio, avranno pagato gli affitti e faranno anche i primi pagamenti per gli ordini primaverili». Dunque, questo sarebbe il momento migliore per comperare.
Forse un consiglio da tenere caro visto i racconti di molti clienti romani sui saldi «truccati». Michaela ha acquistato in uno dei «Giacomelli Sport» sparsi per Roma un paio di scarpe da ginnastica: 70 euro con sconto del 50% e una maglietta con prezzo di listino 44 euro e sconto 32%. Tornata a casa, si accorge di una doppia etichetta: le scarpe costavano originariamente 49 euro e la maglietta 39. C`è anche qualche commerciante distratto che non ha tolto il vecchio cartellino e chiede per il saldo più di quanto ci fosse segnato a prezzo pieno.
Le associazioni preparano le schede sulle tante segnalazioni pervenute. «Per evitare saldi imbroglioni – dice l`avvocato Carlo Rienzi presidente del Codacons -, sarebbe opportuno che la pubblica amministrazione, cioè i Comuni, iniziassero un po? prima della data stabilita a fare controlli e poi li ripetessero in un campione di negozi, durante il periodo dei saldi. Uno dei trucchetti più comuni – conclude Rienzi – è quello di indicare uno sconto del 50 per cento, che poi, una volta entrati nel negozio, copre solo una minima parte della merce in saldo».
Il consiglio è di segnalare queste cose ai vigili urbani o alle associazioni dei consumatori, documentando quello che si sostiene. È l`unico modo per fare fioccare le multe a chi non rispetta le regole.

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