AL BANCO DI VENDITA
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fonte:
- Il Mattino
Occhio all`etichetta e alle certificazioni sanitarie, o il rischio di portare in tavola una bistecca al cortisone o, peggio, infettata da chissà quali malattie, diventa molto più concreto. Le associazioni dei consumatori tracciano un vademecum per i consumatori: qualcuna, come il Codacons, è decisa ad andare anche oltre per colpire chi opera in totale spregio delle leggi a tutela dei consumatori. «Siamo già intervenuti in sede penale – dice Raffaella D`Angelo, responsabile salernitana del Codacons – e ci riserviamo, come associazione, di costituirci parte civile».
La carne di animali malati o trattati con cocktail di medicinali, al Codacons proprio non va giù: «Si sperava che questo tipo di cose – dice D`Angelo – fossero terminate. Eppure la normativa italiana è tra le più rigorose dell`Unione Europea. Il consiglio è di acquistare la carne in posti dove si è assolutamente sicuri della provenienza, chiedendo senza alcuna remora tutte le certificazioni necessarie che possano attestare le vaccinazioni e le procedure di controllo imposte dalla legge. Procedure che, si badi bene, non incidono sul prezzo finale». Per il Codacons è bene anche diffidare della pseudo-genuinità: «In tanti percorrono chilometri per acquistare la carne direttamente dagli allevatori e quindi non sottoposta ad alcun controllo».
L`Adiconsum la pensa sostanzialmente allo stesso modo. «I consumatori – dice Gaetano Pellegrino, responsabile provinciale – devono chiedere e controllare le etichette sulla provenienza del bestiame. Se omettono queste elementari verifiche, è inutile che poi si lamentano. E attenzione alla carne a buon prezzo: ben venga il risparmio quando non si rischia la salute, ma sugli alimentari occorre la massima cautela. È arrivato il momento di aprire gli occhi e avere il coraggio di tradire, eventualmente, il macellaio presso cui abbiamo acquistato la carne per tanti anni». Già perché (l`inchiesta della magistratura l`ha purtroppo dimostrato) il problema dell`omissione dei controlli o, peggio, di carne infetta messa in vendita, esiste solo nei piccoli esercizi, non certo nella grande distribuzione. Spetta insomma ai consumatori effettuare le dovute verifiche, ma anche ai commercianti onesti far fronte comune contro chi viola la legge.
Di motivi per amareggiarsi e scoraggiarsi, ve ne sono a bizzeffe. Durante un convegno alla Camera di Commercio, lo scorso anno, il problema dei controlli nella filiera alimentare della carne era già emerso con attualità. In quella sede si discusse del nuovo sistema di etichettatura per la tracciabilità del prodotto. A un anno di distanza, tutto è rimasto come prima e Salerno è una delle poche province italiane in cui le nuove etichette sono rimaste nel mondo dei sogni e delle belle intenzioni. È soltanto un caso? Chissà che la risposta non venga proprio dalla magistratura.
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