Moratti e la giustizia che non c`è
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fonte:
- La Sicilia.it
Povero Moratti. L`arbitro Bertini ha fatto fuori la sua Inter con due decisioni scandalose che hanno regalato i primi due gol al Perugia e azzoppato inesorabilmente la squadra nerazzurra. All`ottavo minuto ha visto un mani inesistente di Cordoba, alla mezz`ora non ha visto un fallo di mano di Vryzas. Un duplice abbaglio: nel primo caso il difensore colombiano ha smorzato il colpo di testa di Tedesco con la coscia, in modo quindi del tutto regolare, nel secondo l`attaccante greco ha beffato Toldo cambiando con la mano destra la traiettoria del cross di Grosso, come lo stesso giocatore greco ha quasi ammesso negli spogliatoi.
Partita falsata in modo grossolano. L`Inter, colpita a tradimento, non ha trovato la forza e forse neppure la convinzione di reagire finendo per perdere il passo con il Milan nella volata al titolo d`inverno. Impossibile giudicare la prova degli uomini di Cùper, condizionati, direi quasi tormentati, dagli abbagli arbitrali. Mi immagino la reazione del presidente Moratti che in giornata s`è mangiato Carraro chiedendo giustizia.
Ma quale giustizia? Nel calcio, che non prevede l`errore tecnico, non può essere retroattiva. Ci sarebbe piuttosto da interrogarsi sui santi protettori di Bertini, arrivato a oltre 39 anni alla nomina internazionale. Paparesta lo è diventato a 33. La sua difesa è impossibile.
Lo scudetto di metà campionato è finito così al Milan che ha battuto sul filo di lana non tanto i cugini di città quanto il bellissimo Piacenza di ieri pomeriggio, forse il migliore di sempre. A un certo punto la squadra di Agostinelli, dopo aver creato due palle-gol, è passata meritatamente in vantaggio, sia pure per una manciata di secondi, il tempo di apprezzare il fallo da rigore di Maresca su Inzaghi. Poi Rivaldo ha firmato il gol della vittoria. E gli emiliani non hanno più trovato le risorse per riagganciare il treno rossonero, ormai avviato verso il primo traguardo di stagione.
Se il Milan guida la classifica, lo deve soprattutto al bottino conquistato allo stadio Meazza, dove ha praticamente fatto il pieno vincendo otto partite e pareggiandone una, quella con il Brescia. Alla resa dei conti i piedi buoni riescono sempre a sbrogliare la matassa più intricata, basta pensare al colpo da biliardo firmato da Rivaldo.
La Lazio, che all`Olimpico ha vinto solo tre partite su nove, ha ripreso l`Inter al secondo posto: c`è riuscita battendo con un pizzico di fatica l`Udinese. Il gioco ha mostrato qualche crepa. Niente di sorprendente alla luce delle spettacolari prestazioni fornite fin qui da una squadra orfana di Nesta e Crespo, ma ricca di una incredibile forza interiore.
Di altro spessore la prova della Juventus, vittoriosa con pieno merito a Verona sul Chievo, finita a un punto dalle seconde, ma rimasta a quattro dalla vetta. Lippi si gode il successo, i tre rigori a favore (un mezzo record) e soprattutto il recupero di Trezeguet, autore di una tripletta. Con lui la Signora s`è rifatta il trucco. Ma dietro la partita si nasconde un problema di fondo: fortunati i pochissimi che hanno intravisto qualcosa fino all`intervallo per colpa di una fittissima nebbia. L`arbitro Racalbuto ha portato avanti un primo tempo dai contenuti intimi, poi è stato premiato dalle migliori condizioni climatiche. Ma il Codacons si farà vivo, assurdo che i clienti-utenti del calcio paghino cifre importanti per vedere poco o niente allo stadio o davanti alla tivù.
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