17 Gennaio 2003

Utenti scatenati per ottenere giustizia

Utenti scatenati per ottenere giustizia

Ecco i moduli per chiedere i rimborsi
Rc auto, una valanga di ricorsi


ROMA – Potrebbe essere di circa 1.393 milioni di euro il costo complessivo massimo per le compagnie di assicurazione in seguito alla campagna rimborsi avviata dalle associazioni dei consumatori contro le società multate tre anni fa dall?Antitrust per aver fatto cartello aumentando, di comune accordo, i prezzi delle polizze. È una stima che si evince da uno studio della banca di investimenti Fox-Pitt Kelton. Si arriverebbe a quella cifra, ipotizzando che a fare il ricorso sia la metà dei 18 milioni di aventi diritto e che ad avere la meglio nelle pronunce dei giudici sia il 50% di questi. Stime teoriche dunque che dimostrano che più che di una battaglia si tratta di una vera e propria guerra. I siti Internet dei consumatori sono stati presi d?assalto: sarebbero già 50.000 i moduli per fare il ricorso contro le compagnie di assicurazione che sono stati scaricati dal web. A dare le cifre sull`interesse dei consumatori ai rimborsi Rc Auto è l`Intesa (Codacons, Adusbef, Federconsumatori, Adoc). L?Ania, che riunisce invece le compagnie assicurative, ribadisce che le richieste verranno respinte e minaccia di chiedere interventi legislativi, ma le associazioni dei consumatori ribadiscono agli automobilisti: «Non demordete e muovetevi subito: nessuna legge può essere retroattiva»
Per i consumatori se l?Ania continuerà a ricorrere contro ogni richiesta di rimborso «si creerà un circolo vizioso pericolosissimo. A fronte di una richiesta ad esempio di 500 euro di risarcimento da parte di un assicurato – spiegano le associazioni – l?Ania ne dovrà pagare, in caso di ricorso e di sconfitta, 2.500 tra risarcimento e spese legali complessive. Tutto ciò – sottolineano – aggraverebbe i bilanci delle compagnie di assicurazione che si rivarrebbero sugli assicurati aumentando spropositatamente le tariffe già oggi alle stelle». Non vale nemmeno la questione sollevata da Cgil relativa alle possibili ripercussioni sul settore, alla stabilità delle imprese e dei posti di lavoro: «I dipendenti delle assicurazioni sarebbero danneggiati dal comportamento illecito delle compagnie, non certo dagli assicurati – commenta un rappresentante Adusbef – e poi in questo modo si finisce per legittimare qualsiasi attività, anche la più criminale» I consumatori del resto si sono attivati in massa: ricordiamo che per avviare l?iter non occorre avere un avvocato. Basta seguire le istruzioni riportate qui a fianco, inviando una lettera raccomandata alla propria compagnia per chiedere il rimborso di quanto ingiustamente pagato. L?assicurazione, con tutta probabilità non vi risponderà: a quel punto rivolgetevi al giudice di pace. La legge, come si dice, è dalla vostra.

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