Ma l`Ania rifiuta i risarcimenti
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fonte:
- Il Resto del Carlino
MILANO ? Il giorno dopo la sentenza della Cassazione che ha aperto la porta a 18 (possibili) milioni di richieste di risarcimento davanti ai giudici di pace per una parte (il 20% circa) dei premi Rc auto pagati fra il 1995 e il 2000, i siti Internet delle associazioni dell`Intesa dei consumatori (Adoc, Adusbef, Codacons e Federconsumatori) sono stati presi letteralmente d`assalto con ben 50mila moduli scaricati. Ma nonostante la vittoria, i consumatori aprono le porte alla trattativa con Ania, Governo e Isvap. A questo punto l`intesa chiede «l`apertura di un tavolo di confronto per arrivare a un accordo attraverso il quale soddisfare da una parte le richieste degli assicurati e dall`altra evitare un contenzioso gigante dinanzi ai giudici di pace».
L`Adiconsum, invece, consiglia di fare ricorso. Per il presidente Paolo Landi c`è da essere ottimisti perchè «finora le sentenze emesse dai giudici di pace erano già in prevalenza positive ma con la nuova sentenza il rischio di decisioni negative si fa più remoto». Il pericolo, semmai, è che le compagnie chiedano una legge ad hoc.
Non c`è dubbio che la corsa ai ricorsi potrebbe costare molto cara alle compagnie. La cifra? Circa 1,393 miliardi di euro secondo la stima più realistica della banca di investimenti Fox-Pitt Kelton che ipotizza che a fare il ricorso sia la metà dei 18 milioni di aventi diritto e che ad avere la meglio sia il 50%. Il massimo, invece (18 milioni di ricorsi tutti vinti) sarebbe di 5,6 miliardi di euro. In qualsiasi caso, secondo la Fpk, saranno gli stessi assicurati a pagarsi da soli il risarcimento perchè le compagnie non potranno che aumentare i premi.
Una preoccupazione condivisa dalla Cgil che mette in guardia dal rischio di forti ripercussioni sui livelli occupazionali e sulla stessa stabilità delle imprese. Per questo la Cgil chiede l`apertura di un tavolo da parte del governo. A chiedere invece un`indagine parlamentare su tutto il settore è Alberto Fluvi (Ds-Ulivo) mentre Franco Pontone (An), presidente della Commissione industria del Senato (che martedì ascolterà il numero uno dell`Ania, Fabio Cerchiai, (nella foto) avverte le compagnie «di smetterla di giocare a rimpiattino e dare il via, con decorrenza immediata, ai rimborsi». Le compagnie, però, di pagare non hanno alcuna intenzione. E anche ieri l`Ania ha ribadito che le richieste di rimborso «verranno respinte e si dovrà instaurare un contenzioso che arriverà fino al massimo grado di giudizio della Cassazione».
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