Carovita, consumatori spaccati in due
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fonte:
- Il Resto del Carlino
Coldiretti in guerra con le «botteghe»
ROMA ? Sul carovita è ormai guerra di tutti contro tutti.
Mentre dalla Coalizione dei consumatori arriva una richiesta al governo perchè eserciti (attraverso il Cipe) i poteri di vigilanza e indirizzo su prezzi e tariffe, dagli altri consumatori (l`Intesa Codacons, Adusbef, Federconsumatori, Adoc) arriva la risposta: la proposta «è inattuabile per il semplice fatto che lo stesso Cipe non dispone da tempo dele funzioni che le stese asociazioni vorrebbero attribuirgli».
Acque agitate anche sull`altro fronte. I prezzi all`origine dei prodotti alimentari sono rimasti invariati nel 2002, rende noto la Coldiretti sulla base delle statistiche Ismea (aumento appena dello 0,05% contro un incremento al consumo del 3,3%). Dunque, colpa dei commercianti. Ma subito arriva la replica della Confcommercio: gli aumenti dei prezzi al dettaglio dei prodotti alimentari di origine agricola sono derivati, in misura quasi esclusiva, dagli andamenti registrati dai prezzi alla produzione. «Sulla base delle rilevazioni effettuate proprio dall`Ismea – precisa il Centro Studi di Confcommercio – i prezzi all`origine hanno segnalato nel periodo gennaio-novembre 2002, un incremento, rispetto allo stesso periodo dell`anno precedente, dell`8,1% per la frutta e per gli agrumi, del 17% per gli ortaggi e del 14,2% per le patate».
Sconsolata la Confesercenti: c`è «una gara in atto a spararla sempre più grossa». «Questo gioco al rialzo – aggiunge – rischia di creare un danno serio all`economia incrementando il clima di sfiducia».
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