«I rincari ci rovineranno»:
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fonte:
- La Nuova Sardegna
i consumatori confrontano
i prezzi e protestano
SASSARI. Nella battaglia dei numeri sull`inflazione, dove sta la verità? Nessuno si pronuncia e, tra gli scaffali dei negozi, i consumatori sono ancora più confusi, perplessi e diffidenti. Dopo i commercianti, adesso parlano le associazioni dei consumatori che, sulla questione dei prezzi, fanno raccomandazioni e danno utili consigli. Ma il problema rimane e capire quale sia il vero tasso di inflazione in questo momento è un vero e proprio dilemma. L`Istat ha parlato di un valore vicino al 3 per cento, l`Eurispes invece del 30.
Uno sembra troppo basso e l`altro troppo alto e la gente comune comincia a pensare che, forse, un dato reale si posiziona proprio tra questi due numeri, magari a metà strada tra loro. La spesa settimanale al supermercato è aumentata di 10-20 euro, che non sono pochi; in vecchia moneta corrispondono alle 20mila e alle 50mila lire in più.
Così in città, nonostante i grandi commercianti si difendano e al coro si uniscano anche i piccoli titolari di alimentari, i consumatori, giustamente, continuano a lamentarsi. Le associazioni dei consumatori, che dovrebbero difenderli, sembrano essere disorientate. Loro non se la sentono di dare cifre; non dispongono degli strumenti per farlo e si limitano a fare raccomandazioni. Qualcosa, però, è mancato, ma cosa? Di sicuro un attento monitoraggio sui prezzi. A sostenerlo è anche l`avvocato Giovanni Sedda del Codacons di Sassari.
«Quando è stato creato il Comitato sull`euro – afferma Sedda – si è puntato a dar vita a tutta una serie di servizi che rendessero la nuova moneta più familiare ai consumatori. Ma nessuno si è mai preoccupato di fare un monitoraggio sui prezzi o, quantomeno, di finanziare anche gruppi autonomi che svolgessero tale servizio».
Quei consumatori che, alle soglie della nuova moneta, paventavano aumenti di prezzi e che non erano stati presi seriamente, adesso trovano una conferma delle loro paure. Ma ormai è troppo tardi, i buoi sono già scappati dalla stalla. I prezzi sono aumentati, eccome! La mancata verifica del costo dei prodotti, prima dell`entrata in vigore dell`euro, riduce notevolmente i termini di paragone con i costi attuali. La maggior parte di questi aumenti, si è detto più volte, sembra derivare dagli arrotondamenti, più verso l`alto che in basso, dei prezzi in euro. E sono in molti a credere che qualcuno ci abbia “marciato“. Chi dovrebbe punirli, visto che i prezzi controllati non esistono più? Il consumatore, primo fra tutti, che dovrebbe confrontare più prezzi nei vari negozi, ma soprattutto fare memoria di quelli ormai “andati“.
«Noi abbiamo bisogno di monitorare la dinamica dei prezzi – afferma Giuseppe Lendini di Federconsumatori -. Soltanto la presenza di un osservatorio adeguato sarà in grado di fornire qualcosa di più concreto». A Sassari manca proprio questo tipo di figura, la cui costituzione è stata più volte rivendicata dalla Federconsumatori. «In qualità di associazione dei consumatori – prosegue Lendini – abbiamo chiesto al prefetto, anche attraverso la Camera di commercio, la costituzione di questo organismo, utile e indispensabile. Ma una risposta a riguardo ancora non è arrivata».
Nell`attesa che si formino strumenti precisi, ai consumatori non resterà che tenere gli occhi ben aperti. E, allora, anche i commercianti dovranno stare attenti, perché gli aumenti ingiustificati saranno puniti dal consumatore che, non avendo per ora altri rimedi, li punirà non entrando più nei loro negozi.
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