15 Gennaio 2003

Inflazione: in dicembre confermato il 2,8%

Inflazione: in dicembre confermato il 2,8%

Per il 2003 il rischio è di una impennata della benzina in caso di guerra

Roma – Nel 2002 l`inflazione in Italia si è attestata su una media del 2,5%, e l`anno si è chiuso con il 2,8% registrato in dicembre. Con il 3,8% Napoli si è rivelata in dicembre la città con il carovita più alto, seguita a ruota da Venezia e Cagliari (+3,3%). Di fronte alle rilevazioni definitive dell`Istat sul 2002, le associazioni dei consumatori scendono sul piede di guerra, sempre più convinte che i calcoli elaborati dall`istituto di statistica non rispondano alla realtà dei prezzi al consumo e che occorra una revisione del paniere. In fondo, sostengono poi alcuni rappresentanti dei consumatori, il carovita non è tutta colpa dell`euro. Nel 2003, cominciato all`insegna degli aumenti di alcune tariffe (per esempio quella dei bollettini postali salita da 0,77 centesimi a 1 euro), il rischio sarà quello di aumenti della benzina legati alla possibilità di una guerra in Iraq e delle tariffe per i servizi di pubblica utilità. Il 2,8% di dicembre fa chiudere l`anno all`inflazione al livello più alto, lo stesso di novembre, e chiude una corsa cominciata a giugno quando aveva registrato un +2,2%, e accelerata via via nella seconda metà dell`anno (+2,4% ad agosto, +2,6% a settembre, +2,7% ad ottobre). Se Napoli guida la classifica dell`inflazione, seguita come detto da Venezia e Cagliari e da Roma e Bari (+3%), Campobasso risulta in coda con +1,9%. Sembra comunque raffreddarsi la dinamica dei prezzi al consumo che a dicembre scorso hanno visto un incremento mensile dello 0,1% rispetto allo 0,3% registrato sia ad ottobre sia a novembre. Anche in questo caso Napoli si è distinta al primo posto assieme a L`Aquila con un +0,3% rispetto al mese precedente. Prezzi fermi in dicembre, invece, a Venezia, Trieste, Bologna e Firenze. «Dall`ingresso dell`euro – ha osservato il presidente dell`Adusbef Elio Lannutti, anche in rappresentanza dell`Intesa dei consumatori nella quale ci sono anche Federconsumatori, Adoc e Codacons – si sono susseguiti rincari con una forte perdita del potere di acquisto. Come è possibile che l`inflazione sia diminuita rispetto ad un anno fa» si è chiesto Lannutti, rimanendo perplesso sulle ragioni per cui l`indice armonizzato europeo indichi per dicembre un tasso di inflazione al 3%, superiore al 2,8% registrato dall`indice dei prezzi al consumo per l`intera collettività. «Occorre una profonda revisione del paniere – ha ribadito – perchè abbiamo il sospetto che l`Istat non rappresenti la realtà dei consumi e che i dati siano addomesticati. Non è possibile affermare che l`Rc auto e i servizi bancari pesano sulla collettività per lo 0,50-0,60% come le piante perchè la verità è che incidono 10 volte tanto. In questi anni – ha concluso – siamo stati frodati da rilevazioni Istat non rispondenti alla realtà. Non vogliamo privatizzare le statistiche, ma vogliamo chiarezza in un settore importante, sui cui indici milioni di lavoratori vedono modificate le retribuzioni e gli anziani hanno l`adeguamento della pensione».

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