LA VISITA DEL LEADER DEI VERDI
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fonte:
- La Sicilia.it
Oasi del Simeto, un progetto per «liberare» altri 500 m. di costa
Il Comune potrebbe espropriare le costruzioni in regola che sorgono nella zona B dell`Oasi, nei pressi delle foci del Simeto e del torrente Gornalunga, e demolirle insieme a quelle abusive. In questo modo oltre 500 metri di costa sarebbero completamente sgombri da qualsiasi costruzione, consentendone una maggiore valorizzazione dal punto di vista ambientale e naturalistico.
E` stato questo l`argomento principale dell`incontro di ieri tra il sindaco Umberto Scapagnini e il portavoce nazionale dei Verdi, nonché deputato, Alfonso Pecoraro Scanio. La prima parte dell`incontro, grazie al contributo tecnico del direttore della Tutela ambientale, Valerio Ferlito, è servita a fare il punto della situazione generale dell`ambiente a Catania. E` stato innanzitutto sottolineato il fatto che, caso quasi unico in Sicilia, non esiste alcun tipo di emergenza idrica e il mare è di fatto uno dei più puliti d`Italia «tanto da poter fare il bagno anche in piena città, come ad esempio a San Giovanni Li Cuti».
Si è parlato, poi, dell`ottimo sistema di rilevamento dell`inquinamento ambientale con una capillare ed efficiente rete di centraline. Sulla questione traffico, sono intervenuti l`assessore alla Viabilità, Santo Castiglione, e il presidente dell`Amt, Michele Sineri.
La discussione si è poi spostata sull`Oasi del Simeto. Grazie alle mappe elaborate dai tecnici comunali, presente l`architetto Matteo Arena, si è potuto fare il punto sulle demolizioni fatte e su quelle ancora da fare. Pecoraro Scanio ha mostrato apprezzamento per l`attenzione e la fermezza dell`amministrazione Scapagnini, decisa a continuare nell`opera di demolizione delle costruzioni abusive segnalate dalla magistratura e a valorizzare l`importante riserva naturalistica. Pecoraro Scanio si è, inoltre, trovato d`accordo con l`amministrazione per quanto riguarda il tratto corrispondente alle foci del fiume Simeto e del torrente Gornalunga. In quell`area, infatti, esistono due insediamenti edilizi non troppo estesi, circa 200 costruzioni in totale; la maggior parte di quelle case saranno demolite perché distano dal mare meno di 150 metri, come prevede la legge, ma una certa percentuale possiede tutti i crismi della legalità perché, ad esempio, costruite prima del 1984, data dell`istituzione dell`Oasi. Secondo la legge, quindi, esse non possono essere demolite e l`idea, appunto, sarebbe quella di espropriare queste costruzioni per poi abbatterle esattamente come tutte le altre. Si tratta solo di trovare cioè il denaro per gli espropri, utilizzando specifici fondi regionali, nazionali ed europei.
«Si tratta di un`operazione coraggiosa e innovativa – ha commentato Pecoraro Scanio – ma che certamente porterà a dei risultati ottimi. Devo dunque dare atto all`amministrazione Scapagnini di svolgere una politica ambientale di ottimo livello. Sono convinto che le politiche ambientali non appartengono a un solo schieramento perché l`aria inquinata fa male sia alla gente di destra sia a quella di sinistra».
Scapagnini e l`on. Pecoraro Scanio hanno infine proposto al presidente del Codacons, Francesco Tanasi, presente all`incontro, di creare a Catania, primo esperimento in Italia, un «Osservatorio sui temi della legalità e ambiente».
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