13 Gennaio 2003

“Pianisti“ in Senato, pm chiede archiviazione

La Procura di Roma ha chiesto l`archiviazione del fascicolo sui “pianisti“ che in Senato, lo scorso ottobre, allungarono le dita sui pulsanti dei vicini di scranno in occasione del voto sugli emendamenti al disegno di legge Cirami.


Il pm Giovanni Bombardieri ha chiesto l`archiviazione del fascicolo – aperto in seguito a un esposto di Codacons, Adusbef e Federconsumatori – che ipotizza i reati di falso ideologico e truffa.


Il pubblico ministero chiede l`archiviazione per il falso ideologico in base a una sentenza della Corte Costituzionale che nel `96, in un caso analogo, stabilì che la competenza non fosse della Procura bensì del presidente della Camera – in questo caso il Senato.


L`ipotesi di reato relativa alla truffa era connessa al presunto legame tra votazione in aula e percepimento della diaria da parte dei parlamentari, ma Bombardieri ha chiarito che questo legame non sussiste: la diaria non è legata al voto in aula.


In occasione del voto sul ddl Cirami – che reintroduce il legittimo sospetto sull`imparzialità del giudice tra le cause di trasferimento del processo ad altra sede – il capogruppo della Margherita Willer Bordon aveva avanzato dubbi sulla regolarità delle votazioni per il fatto che alcuni deputati della maggioranza avrebbero votato anche per colleghi assenti.


Secondo gli esperti, potrebbe costare meno di 500 euro per seggio dotare i senatori di un identificatore delle impronte digitali, in modo da garantire che il voto sia stato realmente espresso dal titolare del seggio e non abusivamente da un altro parlamentare.

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