11 Gennaio 2003

Davanti al giudice per i rimborsi Rc auto

Davanti al giudice per i rimborsi Rc auto

Si può ricevere il 20% dei premi assicurativi pagati dal 1995 al 2000



Il postino ha iniziato a recapitarle nelle scorse settimane, una dopo l`altra. E il tono delle lettere non è mai amichevole. «Sono con la presente a richiedervi l`immediata restituzione…», recita con una formula-fotocopia il ritornello poco gradito alle 17 compagnie di assicurazione condannate ad una multa di 635 miliardi di vecchie lire (circa 328 milioni di euro) per aver truccato le carte della concorrenza ed essersi alleate prelevando dalle tasche dei clienti premi più alti di quelli considerati equi. In ballo ci sono, ammettono le stesse società assicuratrici, rimborsi milionari.
Ovviamente si tratta di un valore complessivo. L`importo al centro di ogni contenzioso è infatti proporzionale al valore della polizza Rc auto pagato tra il 1995 e il 2000. Secondo l`Antitrust (l`Autorità garante per la concorrenza e il mercato), il Tar del lazio e il Consiglio di Stato (che ha respinto i ricorsi delle società condannate) il 20% della somma complessivamente versata nel periodo, escluse le polizze collaterali come incendio e furto, deve essere restituito. Così dice la sentenza, ma il rimborso non è automatico. Per ottenerlo bisogna avviare un`azione legale contro la compagnia assicurativa che passa attraverso un`ingiunzione di pagamento e prevede la compilazione di una richiesta formale di rimborso, cioè le lettere che in questi giorni sono giunte negli uffici delle agenzie locali.
La battaglia è in atto da mesi in tutta Italia. Ferrara e provincia, spiegano i responsabili di numerose società assicuratrici, si sono mosse alla fine dell`anno scorso. «Potenzialmente – spiega Luigi Vitale, procuratore della Toro – questo provvedimento potrebbe avere un effetto deflagrante sui bilanci delle compagnie. Basta pensare ad una famiglia che possiede un paio d`auto, uno o due motocicli e un ciclomotore per calcolare un rimborso ipotetico di qualche migliaio di euro».
A compilare le lettere di diffida sono in genere i privati, scarsa o nulla – almeno per il momento – la presenza di imprese che, con le flotte aziendali o il parco mezzi pesanti (in questi casi gli importi su cui calcolare il dovuto lievitano parecchio, fino a qualche migliaio di euro l`anno), potrebbero far tremare le gambe alle amministrazioni centrali delle compagnie che avevano costituito il cartello.
Le diffide inviate alle agenzie locali vengono poi generalmente dirottate verso le direzioni nazionali. E` la stessa Ania (il sindacato delle società assicuratrici) che sta seguendo passo dopo passo il contenzioso e che sta elaborando le linee guida da dettare alle affiliate per affrontare i ricorsi.
Per ora a muoversi è stata una minoranza degli assicurati. Nelle agenzie più “tartassate“ sono arrivate non più di una decina di lettere ma tenendo conto che in città e provincia sono numerosi gli uffici attivi nel ramo Rc auto c`è da pensare che le diffide estensi stiano creando parecchio lavoro agli uffici legali delle società finite nel mirino del garante. L`importo che ogni soggetto (privato o azienda) può reclamare corrisponde più o meno alla somma che si paga in un anno per l`Rc auto. Ad esempio: se si versano annualmente 1000 euro, il rimborso del 20% dal 1995 al 2000 corrisponderà grosso modo al valore del premio annuale.
Marco Boari, agente della Milano Assicurazioni (Gruppo Fondiaria), mostra la lettera-tipo con cui la società risponde con un “no“ a chi vuole essere rimborsato. Nello scritto si contesta anche che possa essere sempre il giudice di pace l`organo competente a decidere. Diverse lettere di diffida sono giunte intanto anche all`Allianz, all`Unipol e alle Generali. Anche qui gli avvocati sono al lavoro e difficilmente le diffide saranno accolte senza battere ciglio.
Si prospetta quindi una serie di bracci di ferro nelle aule del tribunale: la battaglia potrebbe essere lunga e quindi costosa. Per questo motivo le associazioni dei consumatori (Adoc, Adusbef, Codacons e Federconsumatori) hanno messo a disposizione i propri legali per assistere chi chiede il recupero delle somme illegittimamente versate.

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