Guerra alla stangata delle tariffe
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fonte:
- Il Gazzettino
Dall`elettricità al biglietto del bus: ecco i rincari. Federconsumatori annuncia battaglia
Tra il 2002 e l`inizio del 2003, durante i primi giorni del quale sono già lievitati numerosi prezzi, dalle tasche dei consumatori sono usciti ben 1803 euro solo per far fronte agli aumenti.
«Agli aumenti del 2002, pari a complessivi 1050 euro, infatti – ha spiegato Laura Viotto, presidente della Federconsumatori provinciale – si stanno sommando quelli entrati in vigore in questi primi giorni di gennaio, di 298 euro. Scendendo sul campo degli esempi, l`elettricità è cresciuta di 18 euro come costo fisso, il gas segna un +24, l`acqua +10, i trasporti +71 (Autostrade e mezzi pubblici)». In particolare, il biglietto dell`Atap per il servizio bubblico dal primo gennaio è cresciuto di 5 centesimi, passando da 80 a 85 centesimi, e l`abbonamento da 19,55 a 20,05. Anche il costo dei treni (regionali e interregionali) è cresciuto e, per esempio, il biglietto da Pordenone per Udine è passato da 3 a 3,05 euro e l`abbonamento mensile (di 2. classe) da 44,7 è lievitato a 45,30 euro. Anche i prezzi degli immobili sono già in ascesa, segnando sul mercato pordenonese un + 3,5 per cento».
«Inoltre, sull`intero territorio nazionale, la nettezza urbana segna un + 15 – continua la Viotto – il canone Rai costa 3 euro in più, le assicurazioni Auto + 100, le banche + 52, le Poste + 5». Una situazione questa che sta letteralmente flagellando i consumatori italiani e alla quale occorre mettere al più presto fine. Per l`Intesa dei consumatori (Adoc, Adusbef, Codacons e Federconsumatori) occorre adottare alcune misure urgenti che verranno presentate al Ministro Marzano all`incontro previsto per metà gennaio. Misure che si possono così sintetizzare: 1) promuovere accordi con tutti gli esercenti e categorie professionali per il blocco o la diminuzione dei prezzi. 2) Abbassare l`Iva sul gas da riscaldamento dal 20\% al 10\% tramite decreto legge. 3) Utilizzare tutti gli strumenti a disposizione perché le tariffe non superino il tasso d`inflazione programmata dell` 1,4\%. 4) Definire a livello di governo il tasso applicato ai cosiddetti mutui agevolati, oggi attorno ad una media del 17\% e quindi, per legge, considerati tasso usurario e portarlo sotto l`8\%, come accade con i mutui ordinari. Questa manovra sgraverebbe di molte centinaia di migliaia di euro le famiglie e inoltre permetterebbe alle Regioni (che oggi concorrono a quelle spese) investimenti in edilizia popolare con effetti di calmieramento degli affitti. 5) Accelerare le riforme nei settori del commercio e nella distribuzione al dettaglio, prevedendo spazi di vendita diretta da parte dei produttori».
«Infine – sottolinea la presidente provinciale della Federconsumatori – occorre modificare il paniere Istat per renderlo più aderente alla realtà degli acquisti degli italiani, nonché migliorare i metodi di rilevazione dei prezzi da parte dei Comuni, migliorando di conseguenza ruoli e funzioni dell`Istituto di statistica».
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