5 Gennaio 2003

«I vantaggi sono tutti per il consumatore»

Nel marasma dei rincari e nella guerra delle percentuali, Federconsumatori ha elaborato una sua statistica, da cui emerge che gli aumenti dei prezzi al consumo non sono certo una sensazione. Dal gennaio 2002 al gennaio 2003 compreso, per Firenze e la sua provincia si parla di una stangata da 635 milioni di euro, con rincari che si aggirerebbero più o meno sui 1800 euro a famiglia.
L`indagine è stata realizzata con la collaborazione delle associazioni dell`Intesa dei consumatori che riunisce Adoc, Adusbef, Codacons e Federconsumatori. In una tabella sono stati riassunti tutti gli incrementi di prezzi e tariffe che hanno caratterizzato il 2002 e quelli che invece stanno avvenendo nei primi giorni del nuovo anno. «E` una situazione che sta letteralmente massacrando i consumatori – sostiene Romeo Romei di Federconsumatori – e alla quale occorre mettere fine al più presto. Per questo abbiamo preparato alcune misure urgenti da sottoporre al ministro Marzano all`incontro previsto per metà gennaio».
Intanto, per difendersi dai rincari veri o presunti, ecco alcuni consigli da seguire. Il primo suggerimento riguarda la scelta: mai essere frettolosi, perché specialmente in una città cara come Firenze, lo stesso articolo si può trovare a prezzi assai diversi a seconda del negozio. Quindi, per risparmiare, conviene non fermarsi alla prima vetrina che si incontra.In epoca di saldi, si consiglia poi di fare particolare attenzione ai cartellini: deve essere indicato il prezzo intero, quello scontato e la percentuale di ribasso applicato. «Ricordarsi poi che non può essere chiesto un prezzo diverso a seconda del tipo di pagamento che si sceglie – spiega Romei -. Inoltre, al di là del periodo dei saldi, bisogna stare attenti a conservare lo scontrino. Esso dà diritto al rimborso non solo in caso di difetti o di cattivo funzionamento, ma anche qualora le prestazioni siano diverse da quelle reclamizzate. Insomma, la garanzia non è solo sull`integrità del prodotto ma anche sulle caratteristiche dello stesso, che non devono differire da quelle promesse dalla pubblicità».
Sempre in ambito di rincari, uno dei settori che sembra aver subito un forte balzo in avanti è quello della ristorazione: «Un modo per difendersi è fare bene attenzione ai prezzi che per legge devono essere esposti fuori dal locale – continua Romei -. Purtroppo a Firenze sono ancora molti ristoranti, pizzerie e trattorie varie che invece non tengono il listino affisso alla porta. E questo è un diritto che il consumatore deve esercitare, perché aiuta a scegliere».
A confermare che l`aumento dei prezzi non è solo un`impressione, il rappresentante di Federconsumatori porta altri due esempi: il primo riguarda la manutenzione della caldaia del riscaldamento che mediamente, nel 2001, costava 50-70 mila lire e che adesso si paga fino a 80-90 euro. Il secondo caso è riferito alla prestazione di un veterinario: «Proprio stamani – ieri per chi legge, continua Romei – una signora mi ha segnato il caso del vaccino per il suo gatto che da 50mila lire è passato a 50 euro».
Dal conto loro, le associazioni dei commercianti continuano a ribadire che c`è troppa confusione attorno alle cifre dei rincari. Dopo la guerra dei numeri tra Istat e Eurispes, il presidente della Fiesa Gilberto Boninsegni (l`associazione degli alimentaristi di Confesercenti) sostiene che si sta facendo un gran polverone, mettendo insieme prodotti non comparabili: «Si fa di ogni erba un fascio – afferma Boninsegni – con il risultato che si mascherano quegli aumenti, percepiti dai consumatori, sopra l`inflazione e realizzati su prodotti confezionati o trasformati dalle grandi industrie che godono di posizioni di rendita in quanto non comparabili e non rilevabili dalle statistiche».

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