L`Intesa: basta con le parole, passiamo ai fatti
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fonte:
- Il Gazzettino
Il ministro per le Attività produttive, Antonio Marzano, dice finalmente quanto da mesi tutti abbiamo sospettato e le associazioni dei consumatori hanno denunciato. Che cioè alcuni negozianti furbi, con l`euro, ci hanno marciato. Ed ecco, forse, come si arriva alle cifre offerte dall`Eurispes (secondo l`istituto di ricerca, ad esempio, gli alimentari sarebbero aumentati del 29 per cento…) che hanno fatto imbestialire l`Istat (che parla di inflazione al 2,8 per cento). L`Istat ha denunciato l`Eurispes all`Autorità per le comunicazioni. L`Eurispes fa spallucce: non è più tempo di soviet. Agazio Loiero, della Margherita, concorda. Il Parlamento cerca di mettere pace tra i due litiganti con un`indagine. Componenti di entrambi gli istituti di ricerca, ma anche i leader di Confcommercio e Confesercenti, saranno ricevuti nella commissione per le Attività produttive e se ci sono dei commercianti mariuoli, promette Francesco Pontone (An) saranno pizzicati. Intanto, secondo l`Intesa dei consumatori (Adoc, Adusbef, Codacons e Federconsumatori), è ora di smetterla con la guerra delle cifre. Le associazioni chiedono fatti, non numeri. Ad esempio la liberalizzazione dei saldi e un «paniere» che racconti la realtà italiana, non quella marziana.
La questione è anche politica. Il centrosinistra approfitta della ghiotta occasione per attaccare. Pierluigi Bersani (Ds) invita Marzano a spiegare perché, in un anno e mezzo, l`inflazione (ufficiale) in Italia si sia scostata dello 0,8 per cento da quella europea. E Marzano spiega che occorre distinguere tra inflazione percepita e reale. Nel senso che gli aumenti sugli acquisti quotidiani (pane, latte, caffè) pesano ben di più di quelli che si fanno magari ogni tre anni (macchina, computer, Dvd). D`accordo, ma i prezzi sono o no saliti? Naturalmente sì. Il ministro fa l`esempio di frutta e verdura: «Tutti ci ricordiamo della terribile siccità della scorsa estate». Poi, sbotta: «Ma c`è stato anche qualche commerciante che ci ha marciato». Che è quanto hanno più volte denunciato le associazioni dei consumatori. I commercianti continuano a ripetere che loro non c`entrano niente e che i dati dell`Istat sono veri e credibili. Sergio Billè, presidente della Confcommercio, chiede che si facciano tutti i riscontri del caso e che si arrivi presto a un «sostanziale chiarimento».
Per ora regna la confusione. Ognuno tira l`acqua al suo mulino e fioccano le indagini. Di ieri quella della Uil del Lazio. Risultato: la «tazzulella» di caffè è aumentata del 25 per cento. Un dato che sembra dare ragione all`Eurispes. Interviene Paolo Landi, dell`Adiconsum: «Le proteste dei consumatori non sono manipolate. Se l`aumento di spesa mensile fosse dai 5 ai 15 euro, come avremmo potuto scatenare una protesta così forte?». A Vicenza, dietro la Basilica, chi scrive ha visto le cipolle a due euro e cinquanta al chilo.
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