5 Gennaio 2003

«Tasse inevase, i sequestri sono illegittimi»

«Tasse inevase, i sequestri sono illegittimi»

Fermi amministrativi dei veicoli per tributi a suo tempo non pagati: il Codacons denuncia alla procura della Repubblica l`utilizzo di uno strumento che, a detta dei legali dell`associazione dei consumatori «non può essere utilizzato in maniera così indiscriminata, non esistendo ancora una normativa di riferimento».
«Stiamo approntando una querela denuncia dinanzi alla procura di Salerno contro il Pra di Salerno – dice Mario Manzo, responsabile legale del Codacons Salerno sud – per abuso d`ufficio. Riteniamo che stiano adottando un provvedimento in assenza di una norma di attuazione di riferimento, con l`intenzione di provocare ad altri un danno ingiusto e anche un certo lucro all`esattore».
Sono diverse migliaia i salernitani che, in questi giorni, stanno ricevendo dall`E.Tr. la comunicazione del fermo di beni mobili registrati, per non aver pagato a suo tempo cartelle esattoriali per svariati tributi: dal bollo di circolazione ai contributi di bonifica, dai contributi previdenziali ai vari tributi legati alla libera professione. «Si tratta di provvedimenti illegittimi – dice Manzo – ed il nostro consiglio è, in questi casi, di pagare il credito preteso dall`Etr e dal Pra, ma di agire poi dinanzi al giudice ordinario per ottenere il risarcimento dei danni economici, morali ed esistenziali provocati da tale illegittimo fermo».
Secondo il Condacons il fermo è illegittimo, perché privo di una normativa di riferimento: «Questa nuova misura di tipo cautelare – spiega l`avvocato Manzo – è stata disciplinata per la prima volta dal Dpr 602 del 1977, che all`art. 86 rinviava a un decreto, non ancora emanato, che doveva stabilire modalità, termini e procedure di attuazione.
Il regolamento avrebbe dovuto indicare anche la somma minima per poter procedere al fermo, e disciplinare le modalità per impugnare il provvedimento. Oggi invece il fermo viene disposto senza una normativa di riferimento in materia, in palese violazione dell`art. 24 della Costituzione, che disciplina il diritto alla difesa del cittadino».
A proposito di sproporzione tra debito e fermo, il Codacons denuncia casi che rasentano il paradosso: «Alcuni contribuenti – dice Manzo – si sono rivolti a noi in quanto, per debiti di 20 euro, hanno subito il fermo amministrativo di beni del valore di 25 mila euro. E ciò, ripeto, senza alcuna possibilità di impugnativa».
Il Codacons contesta anche i fermi di beni aziendali: «Dal regolamento attuativo – spiega Manzo – ci si attendeva anche una norma che prevedesse l`impignorabilità dei beni strumentali, cioè usati per necessità aziendali». Mancando il regolamento attuativo, che valore hanno questi fermi? Il Codacons non ha dubbi: «Le esattorie non sono legittimate a procedere ai fermi, in quanto un precetto privo del regolamento di attuazione, è inapplicabile. Né è sostenibile che venga applicato un altro regolamento del `98, che disciplinava un tipo di fermo molto diverso, subordinato peraltro al preventivo pignoramento mobiliare negativo e al verbale di irreperibilità del veicolo».
La conclusione dei legali del Codacons? «Siamo di fronte ad un vuoto normativo che non può essere colmato discrezionalmente. Il cittadino – tuona Manzo – sta subendo un evidente abuso e per questo ci stiamo muovendo per la sospensione dei fermi, con ricorso dinanzi all`autorità competente per illegittimità o addirittura inesistenza del potere in capo all`esattoria di disporre il fermo. In caso di pignoramento di bene strumentale, consigliamo di agire, dopo il pagamento, per il rimborso di quanto pagato ma anche per il risarcimento dei danni provocati dal fermo».

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