Prezzi, inflazione di polemiche
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fonte:
- Gazzetta di Parma
L`Istat conferma il 2,8% e minaccia di denunciare l`Eurispes
ROMA – Mentre l`inflazione rimane ferma al 2,8% in dicembre, scatta la resa dei conti sui metodi di calcolo. Il presidente dell`Istat Luigi Biggeri ha annunciato che presenterà una denuncia contro l`Eurispes giudicato «inaffidabile dal punto di vista scientifico» davanti all`authority per le Comunicazioni. Sferzante la replica del presidente dell`istituto di ricerca Gian Maria Fara: «L`ipotesi di reato è lesa maestà in base al presupposto che possa esistere un monopolio statale della ricerca. Ma non siamo al tempo dei soviet».
La querelle è scoppiata in un clima reso incandescente dal fuoco concentrico di accuse lanciate da sindacati e consumatori sull`impennata del carovita sfuggito al controllo del governo. Ieri l`Istat ha diffuso le rilevazioni preliminari che confermano i dati raccolti nelle città campione il 20 dicembre scorso. Su base mensile i prezzi sono aumentati dello 0,1% portando così la media annua al 2,5%. Successivamente, in una conferenza stampa, il presidente Biggeri ha difeso «l`imparzialità, la qualità scientifica dell`indagine e delle metodologie, la trasparenza nei criteri seguiti».
A far divampare la polemica è stata la voce alimentari. Per l`Istat sono rincarati del 3,2% in un anno a fronte dell`aumento record del 29% segnalato dall`Eurispes appena due giorni fa e ribadita ieri da Fara («La nostra analisi è condivisa da milioni di italiani che fanno la spesa»). Il botta e risposta ha provocato l`intervento del ministro delle Attività Produttive. Antonio Marzano ha criticato «l`inflazione fai da te» confermando la fiducia nella fonte ufficiale e bacchettando i commercianti «che fanno i furbi» e chi «politicizza le statistiche».
Per prime hanno reagito le associazioni di categoria. Se la Confcommercio fa sapere che «le nostre stime si avvicinano a quelle dell`Istat», Confagricoltura, Coldiretti e Cia hanno respinto al mittente ogni accusa dicendosi sconcertati dal balletto delle cifre. Poi è arrivata la notizia di un`interrogazione ai ministri Tremonti e Marzano in cui il diessino Alfiero Grandi e Clemente Mastella (Udeur) chiedono «misure urgenti contro l`inflazione». Infine l`Intesa dei consumatori ha aggiustato il tiro. «Non mettiamo in discussione l`Istat ma chiediamo l`introduzione di panieri diversificati».
Se per il ministro Marzano, la previsione sull`inflazione è «un risultato non male» che consente all`Italia di «occupare una posizione intermedia tra i paesi dell`Unione Europea», è evidente il gap con il resto di Eurolandia. A fine anno i prezzi in Italia hanno superato di gran lunga la media monitorata nei Dodici pari al 2,2%. In cima alla graduatoria degli incrementi più sostenuti svettano alberghi, ristoranti e pubblici esercizi (+4,8%) seguiti da altri beni e servizi (+3,4%), bevande alcoliche e tabacchi (+3,1%) e trasporti (+3%). Ricreazione, spettacoli e cultura fanno segnare un +2,7% mentre i servizi sanitari sono rincarati del 2,3%. Chiudono la lista, i prezzi di mobili, articoli e servizi per la casa (+2,1%). Infine l`unico segno meno riguarda le comunicazioni.
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