4 Gennaio 2003

Inflazione, guerra sui rincari dei prezzi

Inflazione, guerra sui rincari dei prezzi

Gli aumenti sono costati alle famiglie 750 euro in un anno. A fine mese pronto il nuovo paniere

L?Istat conferma a dicembre 2,8%, media annua al 2,5% e contesta i dati diffusi dall?Istituto privato sui prodotti alimentari

ALL?INDOMANI del dato esplosivo sugli alimentari aumentati del 29% è guerra a colpi di denunce tra Istituti di statistiche, associazioni di consumatori preoccupate che chiedono il calo dei prezzi, un ministro arrabbiato che si scaglia contro l?inflazione fai-da-te e chiede collaborazione e trasparenza definendo comunque un buon risultato quello raggiunto dall?inflazione nel nostro Paese, associazioni di commercianti che difendono una categoria «onesta e non furba». Nel mezzo gli italiani, le famiglie che vanno al supermercato e continuano a fare i calcoli traducendo gli euro in lire, che scelgono prodotti di minore qualità e non di marca per risparmiare qualche cent, che al mercato evitano accuratamente frutta e verdura di prima scelta per non dover avere l?impressione di essere passati in gioielleria piuttosto che dal fruttivendolo.
Dopo il giorno dell?Eurispes sugli aumenti, ieri è stata la volta dell?Istat, l?Istituto di Statistica ufficiale che contesta i «dati fasulli» dell?istituto privato e comunica le rilevazioni preliminari che confermano i dati raccolti nelle città campione. Su base mensile i prezzi sono aumentati dello 0,1% portando così la media annua al 2,5%, mentre quella mensile di dicembre resta stabile al 2,8%.
L?Istat, che il prossimo 28 gennaio presenterà il nuovo paniere con i relativi pesi, attraverso il suo presidente Luigi Biggieri, sottolinea che con un?inflazione del 2,8% le famiglie italiane hanno avuto una riduzione del proprio reddito pari a circa 750 euro l?anno rispetto ad una spesa media di 26 mila euro nell?arco di dodici mesi. E Biggeri, difendendo «l?imparzialità, la metodologia e la qualità scientifica dell?indagine Istat, oltre alla trasparenza dei criteri seguiti», precisa che i prodotti alimentari sono rincarati del 3,2% in un anno a fronte dell?aumento record del 29% segnalato dall?Eurispes che, peraltro, per bocca del suo presidente Gian Maria Fara conferma: «La nostra analisi è condivisa da milioni di italiani che fanno la spesa».
Ma contro le «rassicurazioni» del ministro delle Attività Produttive, Antonio Marzano, secondo il quale l`Italia, col 2,9% d`inflazione, si pone a metà della classifica europea, scende in campo l`Intesa dei consumatori che «fa notare che la percentuale stimata è superiore di ben 7 punti rispetto alla media europea», ma soprattutto chiede un taglio del 10% dei listini e controlli più severi del governo sui rincari.
Il taglio del 10%, secondo Codacons, Adusbef, Federconsumatori e Adoc, sarebbe una scelta coraggiosa per commercianti e grande distribuzione che servirebbe a rilanciare i consumi. Inoltre l?Intesa propone di liberalizzare i saldi perché, sostiene, «si aumenterà la concorrenza».
Le associazioni però se la prendono anche con i commercianti: «La colpa degli aumenti nel settore ortofrutticolo è da attribuire al sistema distributivo, dal grossista al dettagliante». Ma nella grande distribuzione c?è chi prende le distanze dalle cifre sui pesanti rincari: Coop invita Eurispes a fornire l?elenco dei supermercati oggetto della rilevazione.
Dopo il balletto di cifre ieri è arrivata anche un?interrogazione ai ministri Tremonti e Marzano in cui il diessino Alfiero Grandi e Clemente Mastella, leader dell?Udeur chidono «misure urgenti contro l?inflazione». E mentre l?Intesa dei consumatori chiede panieri diversificati, la Cisl propone di rilanciare il tema generale della politica dei redditi «unico strumento di contrasto della crisi» e l?Ugl risclada ancora i toni: «Il costo della vita è aumentato più di quanto non dicano le statistiche ufficiali». Infine l?europarlamentare azzurro, nonchè economista, Renato Brunetta, chiede che il governo «riaffermi con forza il ruolo dell?Istat e richiami al senso di responsabilità chi diffonde cifre sull`inflazione che servono solo a fare confusione».

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