`Doppi prezzi? Sì, grazie`
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fonte:
- La Nazione
«Ridateci i doppi prezzi», è la richiesta vivace dei consumatori fiorentini. A cui i commercianti rispondono seccamente: «No, l`euro è la nostra nuova moneta e a questa dobbiamo abituarci». Così anche a Firenze, il proponimento del presidente del consiglio Silvio Berlusconi di reintrodurre le etichette indicanti il valore dei prodotti al commercio sia in euro sia in lire, ha provocato il suo bel battibecco. «Ci piace ma è una proposta tardiva ? dice Romeo Romei della Federconsumatori ?. A suo tempo chiedemmo che questa norma rimanesse in vigore per tutto il 2002 e non solo per i primi sei mesi. Così non è stato. E ora ci si lamenta degli effetti». Comunque secondo Romei, se Firenze resta una delle città più care d`Italia, non dipende solo dalla nuova valuta. «I commercianti praticano prezzi per turisti ? spiega ? senza considerare che anche i consumatori locali risentono di questi aumenti. Poi è anche vero che da parte nostra non abbiamo ancora troppa dimestichezza con la moneta comunitaria. È per questo che il doppio prezzo sarebbe utile a valutare il reale valore della merce che compriamo».
Ma la questione in città sembra essere assai più spinosa e in certi casi più che chiedere l`etichetta in doppia valuta bisognerebbe chiedere che se ne esponesse almeno una. «Infatti una fetta di commercianti ? racconta Romei e cita Ponte Vecchio ? non mette i prezzi in vetrina oppure li mette scritti con caratteri minuscoli, illeggibili. Per questo abbiamo anche chiesto al prefetto che in questi casi si attivino gli organi di controllo competenti».
Anche al Codacons la si pensa più o meno allo stesso modo. «Un confronto immediato con la lira, che ci è ancora più familiare ? sostiene Silvia Bartolini, vicepresidente regionale ? aiuterebbe molto a capire gli aumenti a breve termine. Quelli che, per intendersi, si limitano a correggere il prezzo di pochi centesimi, dei quali ancora si fa davvero fatica a percepire il vero peso». Tuttavia per entrambe le associazioni questo non servirà a tenere bassa l`inflazione, strettamente legata, dicono, all`aumento vertiginoso delle tariffe di acqua, luce, gas, benzina e servizi. Su questo punto tutti sembrano essere d`accordo. Anche i commercianti. I quali invece respingono, alcuni con forza, la proposta di far ricomparire in vetrina la vecchia lira. «Non ce n`è bisogno ? replica la presidente di Confesercenti, Stefania Ippoliti ? la lira è morta, prendiamone atto». Secondo Ippoliti la cura proposta dal premier «è peggiore del male che deve curare. E per questo non abbiamo mai dato l`indicazione di continuare a prezzare due volte merce e prodotti. Bisognerà smetterla di considerare l`euro come una valuta straniera».
Più morbida la posizione della Confcemmercio, dove per amor di tranquillità si sarebbe anche disposti a chiedere agli associati lo sforzo di scrivere le cifre nel doppio valore. «Se questo ? afferma Paolo Soderi, presidente Confcommercio ? può servire a togliere ogni dubbio circa la nostra legittimità di onesti imprenditori, siamo pronti a discuterne. Resta comunque ferma la nostra convinzione che si tratterebbe di un eccesso di trasparenza. L`idea del primo ministro ci lascia molto dubbiosi. Ma si fa questo e altro pur di ristabilire un rapporto sereno fra noi e i nostri clienti. I quali però devono sapere che parallelamente agli arrotondamenti per eccesso ci sono stati anche quelli per difetto. In particolare i prezzi alti sono stati adeguati al ribasso e quelli bassi al rialzo».
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