Intesa dei consumatori: saldi liberi, vantaggio triplo
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fonte:
- Il Gazzettino
La Confcommercio ritiene «indispensabile fare finalmente chiarezza, nel modo più statisticamente valido, su un problema che non riguarda solo milioni di famiglie ma lo stesso processo di sviluppo della nostra economia». Rilevato che «è compito dell`Istat dare risposte che siano statisticamente inoppugnabili», l`associazione dei commercianti mette in chiaro:«È certo che le rilevazione fatte dalle categorie che rappresentiamo nel settore della distribuzione commerciale sono oggi più vicine a quelle dell`Istat che ad altre di diversa fonte e origine».
Insomma, per i commercianti, ha ragione l`Istat e l`inflazione nel settore alimentare viaggia attorno al 3,2 per cento e non certo a quel 29 clamorosamente indicato dall`Eurispes. Contrario, ovviamente il parere delle associazioni consumatori, che chiedono al governo di mettere sotto controllo i prezzi, ridurre le tariffe e, perfino, di stabilire un regime di «saldi permanenti».
L`Intesa dei consumatori – Codacons, Adusbef, Federconsumatori, Adoc – parla infatti di «situazione preoccupante per i cittadini» e definisce «una magra consolazione» l`osservazione del ministro Marzano, secondo cui l`Italia è a metà classifica dei paesi Ue. Poi, per vincere la battaglia dell`inflazione, un ventaglio di ricette, a cominciare – appunto – da «saldi liberi e permanenti in tutta Italia». Secondo l`Intesa, infatti, «liberalizzando i saldi si aumenterà la concorrenza, i commercianti potranno scegliere quando e come effettuare gli sconti, e si avrà una diminuzione generale dei prezzi spalmata su tutto l`arco dei 12 mesi. Il vantaggio sarà così triplo: per il consumatore, per il commerciante, e per l`economia». L`Adiconsum chiede inoltre a commercianti e grande distribuzione di ridurre i prezzi del 10 per cento, per rilanciare i consumi. Inoltre, le associazioni dei consumatori invitano il governo a tenere i prezzi sotto controllo e chiedono che le tariffe non superino il tasso di inflazione programmato. Il presidente dell`Adusbef, Lannutti, punta l`indice contro gli «omessi controlli sui prezzi e la colpevole inerzia di coloro che avevano il dovere di vigilanza». Nel mirino è «proprio il governo italiano che, oltre ai tecnocrati di Bce, Comitato Euro, Fondo Monetario e Eurostat, è direttamente responsabile della “rapina del secolo“ consumata, con il pretesto dell`euro e soprattutto in Italia, a danno dei consumatori».
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