Negozi, i sopravvissuti del Natale puntano su una domenica di saldi
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fonte:
- La Stampa
DA un lato si tira un sospiro di sollievo per uno shopping natalizio che benissimo non è andato, ma che ha comunque smentito le previsioni catastrofiche della vigilia. Dall´altro si spera e si discute sui saldi, al via sabato 11 gennaio dopo che l´ipotesi di anticiparne la partenza è saltata a causa dei tempi troppo stretti. A dare una spinta alla stagione dei ribassi a Milano sarà la domenica con i negozi aperti che l´assessore al Commercio Roberto Predolin si appresta a fissare per il 12.
Sul volume d´affari registrato dai negozi milanesi i conti devono ancora essere fatti. «I dati non ufficiali – spiega Predolin – parlano di un Natale che non è stato tra i più felici, ma neanche quel disastro pronosticato. Negli ultimi giorni c´è stato un recupero: molto si è speso in viaggi e benissimo è andato il settore alimentare, perché la gente non ha rinunciato ai cenoni. In calo, invece, l´abbigliamento». Concorda Renato Borghi, vicepresidente dell´Unione del Commercio: «Come ricavi dovremmo essere più o meno ai livelli dell´anno scorso e dunque, al netto dell´inflazione, la perdita è del 2% circa. Non un´inversione di tendenza rispetto a un anno deludente, ma almeno la cessazione del rifiuto al consumo». Meglio delle previsioni anche nel quadrilatero della moda secondo Claudia Buccellati, presidente dei commercianti di via Montenapoleone: meno gente e acquisti più mirati, ma anche un andamento anomalo delle spese, con negozi deserti nell´ultimo fine settimana prima di Natale e folla in quello precedente, il 23 e il 24. Quanto ai saldi, «quelli estivi sono stati i peggiori degli ultimi dieci anni – commenta Borghi – difficile aspettarsi di peggio. Nei negozi di abbigliamento sono rimasti stock di capi pesanti, e quindi per i consumatori buone occasioni». Non raccoglie consensi l´ipotesi ricorrente di una rivoluzione dei saldi: «devono essere i commercianti ad avere voce in capitolo – commenta Borghi – e sono contrari. Non mi importa di cosa fanno in Inghilterra o in Francia, dove comanda la grande distribuzione. I saldi anticipati erodono le vendite di dicembre e protrarli non serve, perché tutto si esaurisce in una quindicina di giorni. A febbraio è già tempo di uscire con le nuove tendenze di primavera». E´ il concetto di saldo che andrebbe eventualmente rivisto, secondo Predolin, disposto a discuterne con commercianti e associazioni dei consumatori. Ma nessuno sembra rivendicare la paternità dell´idea. Per il Codacons i saldi devono esserci sempre: è inutile stabilire un periodo. «Mi sembra un modo per nascondere i reali problemi dei saldi – spiega infine Angelo Motta, presidente regionale dell´Adiconsum – Si pensi piuttosto a stabilire le regole e farle rispettare».
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