3 Gennaio 2003

I NOSTRI SOLDI

Caro-prezzi e conversioni-stangata: fallisce il proposito delle associazioni dei consumatori di fare terra bruciata intorno a quanti, nel settore del commercio, hanno approfittato dell`avvento della nuova moneta per ritoccare (e in qualche caso, addirittura raddoppiare) i prezzi di vendita al pubblico, facendo lievitare l`inflazione e, nel contempo, determinando una sensibile flessione dei consumi.
In provincia di Salerno. denuncia il presidente regionale del Codacons, Enrico Marchetti, la colpa è tutta delle associazioni di categoria dei commercianti.
«Quando presentammo, come Intesa dei Consumatori (che raggruppa Codacons, Aduc, Adusbef e Federconsumatori, ndr) l`iniziativa Prezzo Amico per promuovere i negozi che avevano mantenuto i prezzi fermi ai listini del settembre 2001 – spiega- ci aspettavamo un fattivo contributo delle associazioni del commercio. C`era l`idea di realizzare liste di proscrizione per denunciare gli esercenti che avevano abusato nella conversione dei prezzi. Sia l`Ascom che la Confcommercio non ci hanno però supportato in alcun modo. Non ci hanno comunicato neppure quali erano i negozianti che si erano attenuti al prezzo amico o quelli che, pur avendo ottenuto la vetrofania, non avevano rispettato gli accordi».
L`Intesa dei Consumatori pare comunque intenzionata, almeno in provincia di Salerno, a non abbassare la guardia:
«Da ispettori Codacons – dice Marchetti – siamo andati in giro nei giorni scorsi per carpire gli umori dei salernitani: ormai proteste e lamentele sono un fatto rituale. Ne è riprova il calo degli acquisti che, nella nostra provincia, è nell`ordine del 20%».
Fallito il raccordo con le associazioni del commercio, il Codacons guarda ora direttamente ai cittadini affinché siano direttamente loro a denunciare gli eventuali abusi. «I fatti purtroppo – dice Raffaella D`Angelo, responsabile provinciale del Codacons – hanno dimostrato che le nostre previsioni del gennaio 2002 non erano affatto pessimistiche. La gente, per il caro-euro, ha speso il 20% in meno. Manterremo attivo il nostro osservatorio, ma chiediamo l`ausilio dei cittadini, che devono protestare e non subire passivamente. Abbiamo pubblicato su internet appositi modelli per denunciare rincari arbitrari al Ministero delle Finanze, alle associazioni dei commercianti e a tutti gli enti preposti».
Quanto all`idea di fronteggiare la conversione selvaggia con l`obbligo di indicare il doppio prezzo, Marchetti la stronca in partenza. «Mettere i due prezzi – dice – non serve a nulla perché i commercianti anziché mettere il prezzo in lire con la conversione in euro, come imponeva la correttezza, hanno fatto l`esatto contrario. Così già oggi vediamo prezzi di 19.812 lire. Quando mai abbiamo pagato 12 lire?». Meglio, conclude il Codacons, trovare il modo per riportare i prezzi a quelli vigenti nel settembre 2001.

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