Il «Signor G.» torna in Rai
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fonte:
- Gazzetta di Parma
Stasera uno «speciale». Il cordoglio di Ciampi e Mina
ROMA – E` arrivata a Milano la salma di Giorgio Gaber, morto ieri nella sua villa di Montemagno, in Toscana. Dopo la camera ardente, che sarà allestita domani mattina dalle 9.30 alle 13.30 al Piccolo Teatro, e i funerali, nell`abbazia di Chiaravalle alle 14.45, il feretro sarà tumulato al Famedio del Cimitero Monumentale della città.
Intanto, al cordoglio di amici e colleghi, si è unito quello del presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi: «Per quarant`anni ha saputo intrecciare arte e vita italiana dando dignità letteraria e teatrale alla lingua parlata», ha scritto il Capo dello Stato in un messaggio inviato a Ombretta Colli, moglie del cantautore nonchè presidente della Provincia di Milano. «Con uno stile originale, discreto ed elegante, ha portato sulle scene una satira raffinata e costruttiva delle speranze e delle ansie degli italiani». Messaggi di cordoglio anche da parte del presidente della Camera Casini e del Ministro dei Beni Culturali Urbani.
E se Enzo Jannacci, l`amico di sempre, preferisce continuare a mantenere il silenzio (per «lasciare tempo al dolore», si limita a commentare in una nota diffusa in serata»), Ricky Gianco sottolinea invece come l`Italia perda «un pezzo della sua musica, del suo teatro, della sua storia». Sergio Endrigo, che un tempo criticava Gaber «idealista politico e qualunquista», oggi riconosce che è stato «un precursore dei tempi: nessuno crede più in niente perchè non c`è più niente in cui credere». E Mina ha ricordato Giorgio Gaber in un breve necrologio pubblicato ieri sul Corriere della Sera: «Giorgio, non ti dimentico. Mina».
Anche il mondo del teatro lo ricorda: «Andare a un suo spettacolo era un pò come specchiarsi in noi stessi», dice Lella Costa, mentre Renato Pozzetto ne cita l`apporto «inconfondibile» all`«avventura milanese degli anni `60».
E se Tiziana Maiolo, assessore milanese alle Politiche sociali, invita il Comune a dedicargli una via, il produttore Maenza, che ricorda Gaber come «maestro di pensiero», auspica che Camaiore gli intitoli il teatro dell`Ulivo, gioiellino del `700 appena restaurato.
Intanto, quasi a raccogliere l`invito del regista Beldì («La Rai metta in onda i suoi spettacoli, come il bellissmo Retrospettiva») e il monito del Codacons («La Rai non lo commemora, è insensibilità culturale»), viale Mazzini ha mobilitato archivi e cineteche per l`omaggio al cantautore. Ieri sera su Raiuno, alle 20.40, al posto del Castello la carriera del Signor G è stata raccontata attraverso un`antologia dei suoi successi musicali e teatrali e soprattutto attraverso una carrellata di apparizioni in tv: dalla prima all`ultima, due anni fa accanto a Celentano per 125 milioni di caz..te, senza dimenticare l`ultima intervista a Vincenzo Mollica.
E stasera alle 22,35 su Raidue, tocca invece a Eventi pop: speciale signor G, di Michele Bovi e Marco Giusti, ripercorrere quarant`anni di attività di Gaber anche attraverso filmati meno noti, come le pubblicità per Carosello e gli esordi rock di Bella bambina, o inediti. Tra questi, Non arrossire, Genevieve e Una fetta di limone, cantata con Jannacci ai tempi dei Due Corsari, in immagini girate dalla Ricordi per i cinebox, sorta di jukebox con tanto di video che ebbero vita breve alla fine degli anni `50.
Ma nello speciale di Raidue c`è anche il Gaber censurato: quello, per esempio, del Coscritto, storia di un ragazzo che si chiedeva perchè fare il militare in tempo di pace. Era il 1961 e il cantautore conduceva il Telecanzoniere: l`azienda bloccò il brano perchè poco gradito all`esercito. Stasera potrà andare in onda. In attesa di riascoltare Gaber nel suo ultimo disco, che uscirà tra poche settimane, intitolato Io non mi sento italiano.
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