L?istituto di statistica apre alle associazioni
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fonte:
- Corriere della Sera
I consumatori: i negozi taglino i listini serve maggiore chiarezza sul paniere
Per le categorie la riduzione dovrebbe essere del 10% Richiesto un incontro a Palazzo Chigi Minacciate clamorose iniziative contro i rincari
ROMA – I consumatori non mollano la presa per cercare di abbassare il costo della vita e ridurre al minimo i fenomeni speculativi legati all?euro. A imprenditori e commercianti lanciano un appello per dare una sforbiciata ai prezzi del 10%, all?Istat danno invece una sorta di ultimatum: o rivelate entro dieci giorni i criteri di rilevazione dei prezzi come vi ha imposto una sentenza del Tar o siamo pronti a «iniziative clamorose anti-inflazione». Sullo sfondo resta la richiesta di incontrare il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi e il ministro dell?Economia Giulio Tremonti per affrontare tutto il capitolo economico legato all?andamento del costo della vita, liberalizzazioni comprese.
L?Istat, che ha comunque incassato la difesa del premier e del ministro delle Attività produttive Antonio Marzano, ha rintuzzato le critiche sulla validità dei criteri per la definizione del paniere dei prezzi – sostenendo che «sono fuori luogo» – ma, nello stesso tempo, ha aperto alle associazioni dei consumatori annunciando che la definizione del peso dei 568 prodotti verrà decisa entro il 28 gennaio.
Un tempo sufficiente per avviare una serie di confronti e di tavoli tecnici con i consumatori che, ricorda l?istituto di statistica, «sono e saranno coinvolti per la definizione del nuovo sistema».
Silvio Berlusconi, nella sua conferenza stampa di fine anno, però ha solo confermato che il governo sta pensando di introdurre il doppio listino (in lire e in euro) – un?idea che per i consumatori è solo un «palliativo» – ma senza accennare alla loro richiesta di incontro. Le richieste che le associazioni riunite in Intesa (Adoc, Adusbef, Codacons e Federconsumatori) faranno al governo sono numerose: si va da una riduzione dell?Iva sul gas da riscaldamento dal 20 al 10%; a interventi per fare in modo che le tariffe non superino la soglia di inflazione programmata dell?1,4%; portare all?8% il tasso da applicare ai mutui agevolati che oggi viaggiano intorno al 17-20% coinvolgendo una platea di 600 mila cittadini. E poi «riforme, riforme, riforme». Come quelle strutturali nel settore elettrico e del gas, della distribuzione dei carburanti, delle assicurazioni.
Il capitolo euro e change-over , secondo molti colpevole di buona parte di questa rincorsa dei prezzi, è stato al centro di un confronto a distanza tra il presidente della Commissione europea Romano Prodi e il capo del governo Silvio Berlusconi.
Prodi ha affermato che «una moneta – cioè l?euro – è soltanto una moneta» e che la colpa dei rincari è dei governi «che non hanno messo in moto dei meccanismi di controllo che attendono strettamente alla sfera di competenza delle autorità nazionali e locali».
Il premier, sempre durante la conferenza stampa, ha ricordato come per primo avesse previsto che l?introduzione dell?euro avrebbe portato aumenti. «Ma nessun governo in Europa – ha poi aggiunto – può introdurre un calmiere dei prezzi, perché siamo in un?economia di mercato, al massimo può controllare le tariffe pubbliche». Berlusconi ha tuttavia precisato che «si tratta solo di un passaggio momentaneo perché i vantaggi dell?euro sono maggiori degli svantaggi che abbiamo oggi».
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