30 Dicembre 2002

«Rc auto trascurata: va peggio di prima»

ROMA «Il nuovo paniere Istat è peggio del vecchio». A criticare l?annunciato aggiornamento della lista dei beni che misurano l?inflazione è il Codacons a nome dell?Intesa dei consumatori (Federconsumatori, Adoc, Adusbef e Codacons). «Non solo – afferma l?associazione – il nuovo paniere è stato formulato senza consultare le associazioni dei consumatori, ma appare assolutamente incomprensibile il motivo dell?inserimento delle nuove voci nel paniere stesso. In particolare appare assurdo rifiutare ancora di dare il giusto peso alle polizze Rc Auto e al costo effettivo dei treni, che non è basato sul biglietto tipo per il treno ordinario ma sui supplementi intercity ed eurostar».
Critica ma meno dura la reazione dell?Adiconsum: «Il nuovo paniere porterà a una rilevazione dell?inflazione più precisa del passato», commenta il portavoce Paolo Landi, «peccato però che non abbia trovato il giusto peso la componente Rc auto, il cui peso sul reddito è di circa il 6% ma nel paniere Istat è solo lo 0,30%. Gli aspetti più rilevanti che hanno provocato l?inflazione restano a nostro avviso non accolti». Inoltre, ricorda Landi, «resta esclusa la proposta di passare da rilevazioni manuali a rilevazioni dirette ai registratori di cassa per evitare tutte le possibili manipolazioni».
La Cisl prende atto della riforma del paniere Istat ma avverte anche la necessità di «una politica d?urto» per il controllo dei prezzi e di rinnovare i modelli contrattuali, cominciando ad affrontare la questione con Cgil e Uil. Lo afferma il segretario confederale, Raffaele Bonanni, che ricorda come «da un anno il sindacato chiede la revisione del paniere. Adesso finalmente l?Istat comunica che la revisione ci sarà, ma il peso delle assicurazioni inciderà ancora in maniera inadeguata sul paniere, forse in virtù di protezioni politiche». Per la Cisl l?aggiornamento del paniere non basta: «Bisogna che il governo – dice Bonanni – provveda a un controllo effettivo da parte delle autorità locali su tutti i prezzi e su tutte le tariffe che devono rimanere al di sotto dell?inflazione programmata. È stucchevole questo rimpallo di responsabilità sull?aumento dei prezzi tra imprenditori e commercianti», aggiunge il segretario: «I rincari ci sono stati e sono stati ingiustificati. Per il sindacato il problema rimane quello di modificare il sistema contrattuale valorizzando di più il livello aziendale e territoriale per distribuire la produttività. Bisognerà subito parlarne all?inizio dell?anno con Cgil e Uil».

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