Le associazioni: presto un vertice a Palazzo Chigi su carovita e tariffe
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fonte:
- Corriere della Sera
Chiederanno il ritiro della licenza ai commercianti che attuano aumenti ingiustificati
ROMA – Preoccupati dalla piega che sta prendendo il rincaro dei prezzi e delle tariffe i consumatori hanno deciso di chiedere un incontro con il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. Insoddisfatti delle dichiarazioni del ministro delle Attività produttive Antonio Marzano, secondo il quale «tutto è sotto controllo e il blocco delle tariffe ha funzionato», l?Intesa (il cartello che riunisce le associazioni dei consumatori Adoc, Adusbef, Codacons e Federconsumatori) sta preparando una serie di proposte da sottoporre al governo. Se non saranno convocati non è esclusa un?altra giornata di sciopero della spesa come già fatto in agosto e in settembre. Tra le richieste che faranno al premier ci sarà l?introduzione del doppio prezzo, sia in lire che in euro come già da tempo avviene in Francia, con tanto di ritiro della licenza per quei commercianti «rei» di rincari ingiustificati. «E? una pratica diffusa in tutta Europa – precisa Elio Lannutti, presidente di Adusbef – escluse solo Italia e Germania. Dobbiamo allinearci nella lotta per colpire gli eurofurbi». Soprattutto, da parte di Intesa, verrà chiesta una seria riforma della Rc auto che da sola pesa sull?inflazione per una quota che l?attuale paniere quantifica in modo sbagliato. L?Intesa chiederà anche l?abolizione dell?Isvap, l?authority per le assicurazioni, che «con i suoi megastipendi allineati a quelli di Bankitalia, costa 70-80 miliardi di vecchie lire annui, mentre il controllo potrebbe essere accorpato alla Consob.
«Al contrario di Prodi e D?Alema che ci hanno ricevuto più volte – afferma ancora Lannutti – Berlusconi finora si è rifiutato di confrontarsi con noi ma vorremmo convincerlo che non siamo contro il suo governo, siamo solo contro le speculazioni, le rapine e le ingiustizie». Nella lista delle lamentele non ci saranno solo i prezzi gonfiati dagli «eurofurbi» ma una serie di richieste per venire incontro al mondo dei consumatori e dei risparmiatori. «Un esempio? – incalza ancora Lannutti – Ci sono ancora 600 mila cittadini alle prese con mutui usurari al tasso del 20% anche se la magistratura ha condannato le banche a ridurli. Ma gli istituti di credito – continua – non si sono ancora adeguati perché attendono istruzioni da Bankitalia e dal ministero del Tesoro per stabilire il nuovo tasso. Un provvedimento che al governo non costerebbe nulla ma solleverebbe le famiglie da un fardello che costa un miliardo di euro all?anno».
La proposta lanciata dal ministro dell?Economia Giulio Tremonti di introdurre l?euro di carta – e che ieri è stata promossa da un sondaggio web sul sito del Tg2 – lascia invece piuttosto freddino il popolo dei consumatori. «Non è con l?euro di carta che si risolve il problema dei prezzi – ha spiegato Primo Mastrantoni, presidente di Aduc – che è colpa della scarsa concorrenza, delle mancate liberalizzazioni e della bassa flessibilità dei mercati». Secondo gli ultimi calcoli di Intesa la mazzata del caro prezzi nel corso del 2002 è stata di oltre 1.500 euro per famiglia, una somma destinata a lievitare di più nel 2003 visto che la raffica di aumenti delle tariffe annunciata per gennaio da sola peserà per 300 euro.
E mentre dalle segnalazioni raccolte dall?Osservatorio dei prezzi emerge che gli italiani stanno fuggendo dal negozio sotto casa a favore dei supermercati, è guerra di dichiarazioni tra Confindustria e Confcommercio sulla responsabilità degli aumenti dei prezzi. Per il capo economista degli imprenditori Giampaolo Galli sono i commercianti i veri colpevoli dei rincari da euro, autori di «arrotondamenti anche del 50%». Risponde il suo «collega» dei commercianti Carlo Mochi, rinviando l?accusa al mittente: i rincari dei prezzi sono cominciati prima di tutto alla produzione.
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