Confindustria: riforme per la ripresa
Monito al governo per il 2003. Intanto il 2002 si conferma un altro periodo nero per le banche
Gli industriali. «Basterebbe un po? di coraggio sulle riforme» e l`Italia ripartirebbe. Per il 2003 Confindustria non si aspetta regali da una congiuntura che si prospetta ancora fiacca, ma ha fiducia nella politica delle riforme del governo. «L`unica – garantisce Guidalberto Guidi – in grado di portare sviluppo e benessere». n Le banche. Il sistema bancario italiano conferma le difficoltà nel far quadrare i propri bilanci. Gli strascichi della crisi argentina, la fase di stallo che attraversa l`economia e i crac Oltreoceano – spiega il Rapporto Abi sul sistema bancario italiano al 30 giugno 2002 – si sono fatti sentire anche quest` anno. Gli utili netti sono calati del 31,5% mentre quello lordo ha registrato una flessione del 33%. Con una debolezza generale del sistema, anche la redditività ne ha risentito ed il Roe è sceso di 400 punti base in un anno.
n I consumatori. Sulle tariffe, le polizze assicurative, i prezzi e gli accordi interprofessionali «è necessario assumere importanti decisioni di carattere congiunturale e strutturale». È quanto sostiene l`Intesa dei consumatori (Adoc, Adusbef, Codacons e Federconsumatori) che per questo chiede un incontro urgente con il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. Le associazioni si dicono «estremamente preoccupate, a differenza delle incredibili dichiarazioni di Marzano, per la situazione inflattiva che sta depauperando fortemente il potere d`acquisto delle famiglie». La perdita, calcola l`Intesa, è stata di oltre 1.500 euro nel 2002 e «si sta profilando ancora più elevata nel 2003, visto che già dal primo gennaio un primo aumento delle tariffe costerà alle famiglie ulteriori 300 euro».
-
Sezioni:
- Rassegna Stampa
-
Aree Tematiche:
- ECONOMIA & FINANZA
