Sindacati e utenti contro il caro-tariffe
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fonte:
- L`Unione Sarda
ROMA Dai sindacati alle organizzazioni di categoria, passando per quelle dei consumatori, si alza un coro di protesta contro gli annunciati aumenti delle tariffe per il 2003. Immediata la replica del governo. Per il ministero delle Attività Produttive «si tratta di aumenti inferiori al tasso di inflazione – sostiene il portavoce del ministro Antonio Marzano – quello elettrico poco più del 2% al lordo delle tasse, quello del gas al 2,2% sempre al lordo delle tasse». «L?impatto del costo dell?energia sull?inflazione – ricorda ancora il ministero – è stato nullo per tutto il secondo semestre 2002, contribuendo così al raffreddamento dell? inflazione».
Ma le parti sociali non si accontentano di queste parole. La Cgil scende in campo rivendicando un adeguamento dei salari al costo della vita e definisce gli attesi rincari «il risultato della scellerata distruzione della politica dei redditi». «L?unica soluzione – fa eco la Uil – è quella di mettere in atto una adeguata politica di tutela dei salari e delle pensioni» per evitare che gli aumenti delle tariffe gravino eccessivamente sui lavoratori. Dello stesso avviso la Cisl, con il leader Savino Pezzotta, che chiede al governo di intervenire sul problema delle tariffe. «Non è possibile – spiega inoltre Pezzotta – che a un calo della pressione fiscale centrale previsto dalla Finanziaria corrisponda un?ondata di rincari locali» L?intesa dei consumatori insiste intanto affinché gli adeguamenti non superino il tasso programmato di inflazione dell?1,4%, annunciando che, per le famiglie italiane, c?è in agguato nel 2003 una maggiore spesa annuale che, tra le varie voci, bollette e tariffe, arriva a sfiorare i 300 euro. Un maggior esborso da caricare sulle spalle dei consumatori che già quest?anno – secondo Codacons, Adusbef, Adoc e Federconsumatori – hanno perso, in media, 1.500 euro di potere d?acquisto. Le confederazioni dei commercianti, degli esercenti e degli artigiani, lanciano intanto l?allarme anche sui riflessi che tali aumenti potranno avere sull?intera economia: il peso – dice Confartigianato – si sentirà anche sui consumi. I rincari – fa eco la Confartigianato – «rischiano inoltre di minare la fiducia delle pmi». La Confesercenti, dal canto suo, chiama invece direttamente in causa il governo che si «deve impegnare affinché gli aumenti tariffari non sfondino il tetto dell?inflazione programmata». L?Adiconsum, paventando un 2003 ad alto rischio inflazione, sposta invece il tiro «sulla speculazione di banche, commercianti e assicurazioni», invitando a non continuare ad addossare tutte le responsabilità sull?euro, divenuto oramai il «capro espiatorio» dell?aumento dei prezzi.
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