28 Dicembre 2002

I negozi fanno i conti con la crisi

Male i vestiti, bene l´elettronica
I negozi fanno i conti con la crisi

NATALE 2002, i commercianti milanesi non ridono di certo, ma nemmeno si disperano. Dati alla mano, le cifre del Codacons in relazione al calo di consumi per le festività natalizie appena trascorse non trovano molte conferme. I dieci ispettori sguinzagliati dell´associazione di consumatori su e giù per l´Italia hanno denunciato un vistoso meno 20%. A Milano, però, non è andata proprio così: difficilmente il calo degli acquisti ha superato i quindici punti e in alcuni casi è stata addirittura superata la parità rispetto al 2001. A rimetterci più di tutti sembra sia stato il settore abbigliamento. In picchiata, soprattutto, le vendite di capi impegnativi, come pellicce, cappotti e giubbotti di marca. L´intramontabile Curatolo, in via Orefici, denuncia una perdita del 15%, ma in compenso, bontà sua, ammette di essere soddisfatto per l´inizio di stagione folgorante. Il modaiolo Liberty, in via Torino, serve una clientela che può spendere e quindi vanta la parità rispetto al 2001: «Tutto grazie agli accessori». Ma è un´eccezione: anche i negozi per donna sono al meno 15, come conferma Dress, in via Parmigianino e Francesco Sforza. Nemmeno le scarpe hanno retto il confronto con la crisi. Eppure il tracollo non c´è stato. «In centro si mettono in vetrina le calzature più originali, per persone ricche tutto l´anno. Il calo, in effetti, è stato contenuto sotto il 5%. In un negozio periferico, invece, l´esposizione si normalizza, i prezzi si abbassano e la perdita tocca il meno 12%», dicono a Vergelio, a due passi dal Duomo. Capitolo gioielli: i negozi di settore, per ovvi motivi, mantengono un riserbo pressoché assoluto sul trend 2002 ma ad alcuni, come Gobbi, in corso Vittorio Emanuele, si riesce strappare la confessione che gli orologi perdono terreno più dei monili, forse perché di questi ultimi esiste una maggiore scelta, anche a livello di prezzi. Un altro grande classico, sotto l´albero, è il profumo. Affari ottimi per Desirée, in via Manzoni, un po´ meno nel negozio gemello di via Turati, tanto per confermare che bastano poche centinaia di metri per cambiare le sorti di due negozi analoghi. «Nel complesso avremo perso un 10%, però in alcuni giorni abbiamo quasi raddoppiato la vendita media dell´anno scorso». Stessa musica per Garbo e Rosa Bianca, in corso Vercelli: «E´ stato così anche per noi, la gente compra finché ha soldi, poi smette all´improvviso». Per le profumerie, comunque, vale più che mai il discorso della posizione. A quasi parità di prodotti, Yrama, in largo V Alpini, perde il 15% e Profumo, in via Brera, guadagna il 5. In controtendenza, invece, il settore elettronico, con il boom delle macchine fotografiche digitali. «Registrano un aumento del 20% – spiegano da Giovenzana, in Largo Augusto – contro un calo del cinque per i telefonini». Molto bene anche i dvd. Natale col botto per il gigante Blockbuster, che propone un lettore e due mesi di noleggi gratuiti a meno di 200 euro. Tutti in coda anche nei punti Mediaworld, dove vanno a gonfie vele dvd e cellulari. E che dire del nuovo gestore telefonico Umts? Novantamila prenotazioni in meno di due mesi, di cui seimila nell´ultima settimana. Una su dieci, a Milano.

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